La direzione strategica del mercato è dettato dalla considerevole performance messa a segno negli ultimi sei mesi: un saldo in grado di incidere anche più dell'esito delle imminenti elezioni presidenziali negli Stati Uniti.

I mercati azionari sperimentano un confortante rimbalzo, maturato sullo S&P500 in prossimità della affidabile media mobile a 21 giorni, la cui orbita ha assecondato efficacemente le quotazioni da un anno a questa parte. Il Nasdaq Composite permane orgogliosamente al di sopra del canale rialzista da cui è fuoriuscito dopo dieci anni di ordinata evoluzione; ma è il FANGMANT a conquistare le attenzioni degli investitori, e questa volta non in positivo: con la seduta di ieri, siamo alla quinta flessione giornaliera consecutiva, e quanto visto dopo la chiusura su Netflix non lascia ben sperare.
Per ritrovare una sequenza simile bisogna risalire a dicembre dello scorso anno: quando l’indice che raggruppa queste otto popolari società, dava l’impressione di voler fuoriuscire da una prolungata congestione, a favore del ripristino del rialzo che abbiamo da allora apprezzato; eccezion fatta per la trascurabile correzione di febbraio-marzo. Potremmo anche tollerare una fase di sottoperformance, se non fosse per la rilevanza del plotone in esame in termini di capitalizzazione e dunque di contributo all’andamento di mercato. Servirebbe dall’altro lato una partecipazione corale del resto delle società quotate, affinché questa minaccia fosse smantellata.
Che poi è quanto stiamo vedendo e segnalando da qualche settimana: si va allargando l’ampiezza di mercato, con la produzione di segnali che fanno ben sperare. A poco più di una settimana dalla conclusione di quello che storicamente è il semestre più impegnativo dell’anno, lo S&P500 conserva un saldo prossimo al 20%. È un dato di enorme rilevanza strategica, come ricordato nel Rapporto Giornaliero di oggi.
Nel breve periodo, come già argomentato, l’idea è che il mercato consolidi fino alla fine del mese corrente, prima di tornare a brillare a novembre. Non sarebbe oltraggioso un ripiegamento ulteriore, nelle prossime sedute, di una manciata di punti percentuali; prima che parta un assalto più convinto ai massimi assoluti.