Negli Stati Uniti fioccano i downgrade a causa di un blocco della pubblica amministrazione che ha comportato oneri (11 miliardi è la stima più ricorrente) con cui sarebbe stato costruito un muro al confine con il Messico e anche con il Canada.

È palpabile la cautela e l'incertezza che negli ultimi giorni frena i mercati. A parte la già citata tendenza, in essere da un anno, a ribaltare nelle ultime cinque sedute del mese il saldo che ha caratterizzato appunto il mese fino a quel momento, la settimana corrente ospita appuntamenti di un certo rilievo: domani avremo conferma del definitivo (nuovo) ingresso dell'Italia in recessione, mentre stasera Powell comunicherà ai mercati il suo orientamento di politica monetaria. Ovviamente non si attende alcuna decisione sui tassi di interesse; ma le ultime uscite, invero un po' scomposte e spesso contraddittorie, producono un senso di nervosismo fra gli operatori di mercato.
Il rallentamento economico è diffuso. Nell'Eurozona il consenso è orientato verso una crescita trimestrale annualizzata dell'1.3% per il quarto appena passato, e per quello in corso. Va meglio negli Stati Uniti, dove però fioccano i downgrade a causa di un blocco della pubblica amministrazione che ha comportato oneri (11 miliardi è la stima più ricorrente) con cui sarebbe stato costruito un muro al confine con il Messico e anche con il Canada. Morgan Stanley ha tagliato di mezzo punto percentuale, al +1.7%, le stime di crescita annualizzata dell'economia americana nel primo trimestre. È un dato ovviamente pur sempre invidiabile; ma vistosamente inferiore al +4.2%  del secondo trimestre 2018, e al +3.4% del terzo trimestre.
I mercati azionari registrano prontamente queste incertezze. Il MSCI World tentenna, a ridosso dei 2000 punti, dopo una intensa galoppata che ha recuperato buona parte delle perdite sofferte a dicembre. Rispetto al picco di settembre, il ritracciamento è stato esattamente del 50%, mentre si celebra il primo anniversario del massimo assoluto di gennaio 2018. Il recente rimbalzo si è arrestato in prossimità di una coppia di medie mobili, che evidentemente agisce storicamente da spartiacque, e che ora incute un certo timore reverenziale.