Nuovi massimi storici del Dow Jones, dello S&P equiponderato, della Value Line Average e, clamorosamente, dell'indice delle banche regionali USA. Gli Stati Uniti però restano visibilmente attardati rispetto agli altri listini azionari mondiali. Continua...
È difficile resistere al pensiero dominante. Meno di due mesi fa, tutti gli strategist di Wall Street sfornavano outlook entusiasti sul 2026, con una previsione mediana di 7.578 punti di S&P500 per fine anno, con nessun analista negativo per il 2026. Continua...
Un fermo paradigma della ricerca di AGE Italia è che il DNA economico è cambiato nel 2020, ed è controproducente impiegare schemi di lettura dell'economia e modelli di analisi tecnica ai mercati finanziari di questa nuova era. Continua...
Le differenze, giova ribadirlo, si manifestano ancora una volta a livello di stili, di settori e dimensionale: il Midcap guadagna più del 6% da inizio anno; ma ancora meglio fa il Russell 2000, che già vanta una performance nel 2026 del +7.9%.
Dopo un inizio propositivo, che vale il conseguimento di un nuovo massimo storico e l’estensione a 39 mesi del bull market iniziato ad ottobre 2022, lo S&P500 si concede una pausa e termina la settimana in misurato declino, mantenendo da inizio anno una performance del +1.4%. Dopo un Santa Claus Rally negativo ed un saldo opposto nelle prime cinque sedute del 2026, gli investitori ora confidano in un barometro gennaio benigno per definire positivamente perlomeno l’inizio di questa annata.
Le differenze, giova ribadirlo, si manifestano ancora una volta a livello di stili, di settori e dimensionale: il Midcap guadagna più del 6% da inizio anno; ma ancora meglio fa il Russell 2000, autentico trascinatore della borsa USA, che già vanta una performance nel 2026 del +7.9%. D’altro canto, la Advance-Decline Line venerdì sui massimi assoluti conferma l’allargamento del bull market a tutte le pieghe del listino.
A riprova del mutamento di pelle in essere, soltanto due delle Magnifiche Sette (Amazon e Google) vantano una performance superiore a quella, peraltro grama, dello S&P500; il quale a sua volta si colloca mestamente in 26esima posizione nel G30, in un ranking dominato dai listini asiatici, ed in seconda battuta europei. Venerdì ben 18 indici su 30 si collocavano sui massimi storici o nelle immediate vicinanze.
Probabilmente pesa una decisione che si fa attendere da parte della Corte Suprema a proposito dei famigerati dazi dell’amministrazione Trump, in bilico, e che pur hanno fatto incassare oltre 240 miliardi di dollari negli ultimi nove mesi. A questi, si minaccia ora l’aggiunta di ulteriori entrate per via delle sanzioni paventate per la resistenza alla minacciata occupazione della Groenlandia...
La borsa americana sarà chiusa oggi per la celebrazione di Martin Luther King. Occhi di tutti allora sui listini europei, con lo Stoxx600 fra quelli sui massimi storici, migliorati già 7 volte quest’anno. Con i consueti tempi rilassati si inaugura anche nel Vecchio Continente la stagione dei bilanci trimestrali, con la previsione cauta di espansione di appena l’1% degli utili rispetto ad un anno fa; del -5%, escludendo i finanziari. Il consenso degli analisti si aspetta una lievitazione dei profitti nel secondo trimestre, ed una crescita a consuntivo dell’11% a fine anno.
L’indice è in questo momento alle prese con la massiccia resistenza che si estende da 600 a 635 punti. Difficile prefigurarne l’immediato superamento.