Undici listini azionari al mondo sui primi 30 per capitalizzazione, migliorano i massimi storici o si collocano ad immediato ridosso di essi. Confermata la strategia di rientro raccomandata sul Rapporto Giornaliero a metà aprile.

Prosegue la crescita sonnacchiosa delle quotazioni azionarie. A Wall Street lo S&P500 inanella una seduta poco volatile per la 22esima seduta di fila; per essa intentendosi un saldo a fine seduta inferiore al punto percentuale in valore assoluto. È la prima volta quest’anno. L’ultimo precedente risale ad ottobre, con le quotazioni che avrebbero raggiunto un culmine soltanto quattro mesi dopo.
Nel frattempo la borsa americana, sorniona, raggiunge un nuovo massimo storico: è il 14esimo, nel 2025. Siamo ancora lontani dalla produzione di record dello scorso anno, ma la strada è quella giusta. Fanno la giusta compagnia a Wall Street ben 10 delle prime trenta borse al mondo per capitalizzazione, ma quella passata è stata per lo S&P500 la prima settimana in 44 mesi che ha visto l’indice raggiungere nuove vette per tutte le cinque sedute.
Un fenomeno sperimentato soltanto altre 14 volte dal 1950, come commentiamo con dovizia di particolari nel Rapporto Giornaliero di oggi. 
Ed ora anche la versione equiponderata dell’indice americano, a sua volta ha raggiunto un nuovo massimo assoluto: a testimonianza della partecipazione corale al bull market. Un bull market che ha superato adesso i mille giorni di anzianità, a fronte del persistente e benvenuto scetticismo di un’ampia fetta di investitori. La passata settimana i Tori erano meno del 37% del totale, stando al sondaggio di AAII, mentre la misura di sentiment più comprensiva e rappresentativa a nostra disposizione (https://tinyurl.com/AGEit227) si mantiene a notevole distanza dai picchi che contrassegnano un ottimismo smisurato e per ciò minaccioso.
A quattro sedute dalla fine del mese, lo S&P500 sfiora una performance del 3% a luglio. Una ricorrenza abbastanza inconsueta, e dalle ripercussioni ben delineate, come approfondiremo eventualmente nei prossimi giorni.
I nuovi record di Wall Street naturalmente esaltano gli investitori che hanno creduto ad aprile alle nostre indicazioni di definitiva ripartenza del mercato dopo la minaccia del “Liberation Day”, ma giungono in un momento cruciale del calendario.
Dal 1950 si contano 28 precedenti di massimo annuale nella seconda metà di luglio. Nel rapporto di oggi delineamo la mappa di mercato per i prossimi tre mesi, sulla base di questo significativo setup.