Resta però preventivamente da stabilire con quali modalità sarà condotto il ridimensionamento degli acquisti di titoli da parte della Fed nel corso presumibilmente del prossimo anno: sarà questa materia della riunione di Jackson Hole di fine agosto.

La riunione del FOMC di ieri, e la successiva conferenza stampa tenuta dal governatore della banca centrale americana, hanno catalizzato l’interesse degli investitori. Powell è stato chiaro nel sottolineare come i rischi per il contesto si stiano attenuando, purtuttavia l’economia americana risulta ben distante dal conseguire quei progressi sostanziali che la Fed prescrive come condizione essenziale per normalizzare la politica monetaria.
I “puntini” del FOMC non hanno fatto registrare sostanziali variazioni rispetto alla riunione di marzo; al contrario, le previsioni racchiuse nel Summary of Economic Projections (SEP) contemplano ora due aumenti dei tassi ufficiali nel 2023, oltre a rivedere verso l’alto le stime di crescita del PIL reale e dell’inflazione. Si tratta di un orientamento tendenzialmente più restrittivo, sebbene basato su previsioni di esponenti del FOMC senza diritto di voto: le opinioni di Powell, Clarida e Brainard restano immutate.
Questo spiega perché lo sbandamento iniziale dei mercati, sia stato in seguito ridimensionato, pur potendosi condividere l’aspettativa di almeno un aumento del Fed Funds rate nel 2023. Resta però preventivamente da stabilire con quali modalità sarà condotto il ridimensionamento degli acquisti di titoli da parte della Fed nel corso presumibilmente del prossimo anno: sarà questa materia della riunione di Jackson Hole di fine agosto, o del FOMC di settembre, stando all’orientamento dei gestori globali.
Confermate le previsioni formulate sul Rapporto Giornaliero: sia per la tendenza da qui ad un mese, sia per quella attesa la prossima settimana. Nel frattempo le borse europee consolidano le rotture rialziste che non si potrebbe esitare a definire epocali: il MSCI Euro ha di recente sfondato il massimo del 2007, mentre lo Stoxx600 ha inanellato una sequenza di nuovi massimi storici. In posizione peculiare la borsa italiana, alla quale dedichiamo una apposita riflessione nel rapporto di oggi.