Lo S&P500 sta ricalcando il copione suggerito dal comportamento successivo a tutti i primi semestri statisticamente più somiglianti alla prima frazione di quest’anno; e ciò implicherebbe tuttora la prospettiva di raggiungere l'obiettivo delineato nell’ultimo Outlook.

Ancora una seduta negativa negli Stati Uniti: è la sesta, negli ultimi 7 giorni. Ben 9 settori su 11 hanno chiuso in ribasso, con 374 azioni sul NYSE scese ai minimi degli ultimi dodici mesi: è più del 13% del totale.
Il nervosismo è palpabile. Non bastassero un petrolio a tripla cifra abbinato ad un rendimento decennale pubblico superiore al 5.0%; ci si mette ora anche la politica monetaria, con il FOMC che stasera inaugurerà un ciclo monetario restrittivo: Bloomberg e mercato a termine concordano nell’assegnare all’evento una probabilità superiore al 90%. Un mese fa la probabilità di inasprire a settembre il costo ufficiale del denaro, non si spingeva oltre il 33%, sei mesi fa si parlava ancora di tagli...

Il dubbio verte non tanto sull’eventualità che si ponga fine allo status quo monetario, quanto ai voti che il direttorio esprimerà in tal senso. Sotto osservazione l’indipendenza della Federal Reserve: un pronunciamento di misura, tipo 7-5, confermerebbe l’autonomia di giudizio dei singoli banchieri centrali; laddove invece un voto pressoché unanime (10-2) segnalerebbe che i membri più riottosi del FOMC, quelli l’ultima volta perplessi circa l’opportunità di aumentare i tassi, alla fine si sono allineati al governatore: il quale d’ora innanzi vedrebbe accresciute le pressione della Casa Bianca, e tanti saluti ad una politica monetaria indipendente e morigerata.
Gli ultimi cinque FOMC sono risultati di segno negativo; particolarmente quello di fine luglio. Ma da quando il Fed Funds rate è il perno della politica monetaria americana, Wall Street ha salutato con favore l’inaugurazione di un ciclo restrittivo in cinque casi su 6 dal 1994.

La debolezza recente di Wall Street è certamente indisponente ma, come si rileva dal Rapporto Giornaliero di oggi, lo S&P500 sta ricalcando il copione suggerito dal comportamento successivo a tutti i primi semestri statisticamente più somiglianti alla prima frazione di quest’anno; e ciò implicherebbe tuttora la prospettiva di raggiungere a fine anno l'obiettivo ideale delineato nell’ultimo Outlook.
Piazza Affari come rilevato ieri si manifesta come vaso di coccio fra le borse del G7. L’indice ha sfondato i recenti minimi ma, provvidenzialmente, è risalito in sede di chiusura, formalizzando un setup di esaurimento del ribasso. Ci possiamo fidare?