Alla vigilia del quarto compleanno, il bull market diventa ufficialmente il nono più lungo della storia, con una performance del 119%, senza considerare i dividendi. E nonostante i tassi di interesse ancora in tensione sulle scadenze lunghe. Continua...
Una correzione quasi invisibile ridimensiona i multipli di mercato: con il Price/Earnings passato da 23.2 volte di novembre, ad un rapporto di 18.9x venerdì sera. E fra una settimana gli investitori celebreranno il quarto compleanno del bull market. Continua...
L'irrigidimento delle condizioni finanziarie sta inducendo i mercati a rivedere le aspettative di aumenti ulteriori dei tassi ufficiali nell’Eurozona; con i due rincari già approvati che assumono lo sgradevole sapore di un "Trichet moment". Continua...
Lo S&P500 è chiamato a difendere un vantaggio di 125 punti: impresa impegnativa, che permetterebbe di aggiungere il tassello finale alla definizione del punto di arrivo dei mercati per i prossimi mesi, come da Outlook di AGE Italia.
Il mercato azionario ieri è risultato turbato dall’accelerazione impressa dalla amministrazione Trump alla nomina del successore di Jerome Powell, fresco reduce dal terz’ultimo FOMC di questo mandato, attesa per le prossime ore, al più tardi la settimana entrante. Precipitano le quotazioni dell’outsider Rieder, decollano – all’80% di probabilità, stando a Polymarket – le chance di Kevin Warsh, su posizioni notoriamente hawkish di politica monetaria. Non a caso il mercato a termine prezza ridotte probabilità che il Fed Funds rate possa essere nuovamente limato prima di metà anno.
Il mercato azionario reagisce di conseguenza, zavorrato nella circostanza dalla reazione scomposta di Microsoft al rilascio della trimestrale (su questo ci soffermiamo dettagliatamente nel Rapporto Giornaliero di oggi). Lo S&P500 arriva a cedere più dell’uno e mezzo percento, prima di recuperare nella seconda parte della seduta: sospinto da una corrente di acquisti che conduce ad un saldo quasi invariato.
Il comportamento sperimentato è più unico che raro: una perdita superiore all’1.5%, seguita da una chiusura negativa ma non superiore al quarto di punto percentuale. Prima di ieri, tale setup curiosamente è stato registrato il 7 aprile scorso: al culmine del tariff tantrum, e poche ore prima del minimo dal quale siamo vertiginosamente risaliti.
Il rapporto di oggi esamina questo setup in prospettiva storica, allo scopo di conseguirne le indicazioni per le settimane e i mesi a venire.
Wall Street nel frattempo è chiamata a difendere nelle prossime 24 ore un saldo di 125 punti di indice S&P500: tale essendo la performance maturata da inizio anno, che consentirebbe di conseguire un saldo positivo alla fine del mese di gennaio. Attivando il famoso barometro, dalle ben note proprietà anticipatrici, come dettaglieremo nel rapporto stagionale da pubblicarsi come di consueto questa mattina.
Sarà l’ultimo tassello per la determinazione conclusiva dell’obiettivo per Wall Street per la fine del primo semestre, già anticipato nel 2026 Yearly Outlook, e ora in via di definitiva formulazione.