Nuovi massimi storici del Dow Jones, dello S&P equiponderato, della Value Line Average e, clamorosamente, dell'indice delle banche regionali USA. Gli Stati Uniti però restano visibilmente attardati rispetto agli altri listini azionari mondiali. Continua...
È difficile resistere al pensiero dominante. Meno di due mesi fa, tutti gli strategist di Wall Street sfornavano outlook entusiasti sul 2026, con una previsione mediana di 7.578 punti di S&P500 per fine anno, con nessun analista negativo per il 2026. Continua...
Un fermo paradigma della ricerca di AGE Italia è che il DNA economico è cambiato nel 2020, ed è controproducente impiegare schemi di lettura dell'economia e modelli di analisi tecnica ai mercati finanziari di questa nuova era. Continua...
Lo S&P500 è chiamato a difendere un vantaggio di 125 punti: impresa impegnativa, che permetterebbe di aggiungere il tassello finale alla definizione del punto di arrivo dei mercati per i prossimi mesi, come da Outlook di AGE Italia.
Il mercato azionario ieri è risultato turbato dall’accelerazione impressa dalla amministrazione Trump alla nomina del successore di Jerome Powell, fresco reduce dal terz’ultimo FOMC di questo mandato, attesa per le prossime ore, al più tardi la settimana entrante. Precipitano le quotazioni dell’outsider Rieder, decollano – all’80% di probabilità, stando a Polymarket – le chance di Kevin Warsh, su posizioni notoriamente hawkish di politica monetaria. Non a caso il mercato a termine prezza ridotte probabilità che il Fed Funds rate possa essere nuovamente limato prima di metà anno.
Il mercato azionario reagisce di conseguenza, zavorrato nella circostanza dalla reazione scomposta di Microsoft al rilascio della trimestrale (su questo ci soffermiamo dettagliatamente nel Rapporto Giornaliero di oggi). Lo S&P500 arriva a cedere più dell’uno e mezzo percento, prima di recuperare nella seconda parte della seduta: sospinto da una corrente di acquisti che conduce ad un saldo quasi invariato.
Il comportamento sperimentato è più unico che raro: una perdita superiore all’1.5%, seguita da una chiusura negativa ma non superiore al quarto di punto percentuale. Prima di ieri, tale setup curiosamente è stato registrato il 7 aprile scorso: al culmine del tariff tantrum, e poche ore prima del minimo dal quale siamo vertiginosamente risaliti.
Il rapporto di oggi esamina questo setup in prospettiva storica, allo scopo di conseguirne le indicazioni per le settimane e i mesi a venire.
Wall Street nel frattempo è chiamata a difendere nelle prossime 24 ore un saldo di 125 punti di indice S&P500: tale essendo la performance maturata da inizio anno, che consentirebbe di conseguire un saldo positivo alla fine del mese di gennaio. Attivando il famoso barometro, dalle ben note proprietà anticipatrici, come dettaglieremo nel rapporto stagionale da pubblicarsi come di consueto questa mattina.
Sarà l’ultimo tassello per la determinazione conclusiva dell’obiettivo per Wall Street per la fine del primo semestre, già anticipato nel 2026 Yearly Outlook, e ora in via di definitiva formulazione.