Il mercato ha salutato con favore il CPI. I rendimenti dei bond sono tornati a puntare verso il basso, persuasi dalla prospettiva più attenuata di interventi sul costo ufficiale del denaro, mentre Wall Street è salita ad un passo da nuovi massimi st... Continua...
Confermato appiena il rally estivo, con una performance superiore al 3%, gli investitori preparano la strategia per la seconda metà dell'anno. L'Outlook di AGE Italia costituisce un ausilio irrinunciabile per investitori evoluti e consulenti finanzi... Continua...
Al solito le due fazioni degli investitori si affrontano, ciascuna opponendo valide ragioni secondo la propria prospettiva. Ai timori dei ribassisti, i Tori rispondono con la logica dei numeri: l'unica che conti nella gestione degli investimenti. Continua...
Delude il dato sulle buste paga negli Stati Uniti nel mese di giugno. La circostanza allontana il rischio di stretta monetaria a partire dall'autunno. Festeggiano le borse europee, in queste ore salite a diverse latitudini a nuovi massimi storici.
I posti di lavoro generati a giugno si rivelano una sorpresa negativa, con tutte le previsioni tranne una raccolte da Bloomberg, che si sono collocate al di sopra del dato effettivo. Rivisti al ribasso anche le letture dei due mesi precedenti.
La circostanza è stata salutata inizialmente con favore dai listini azionari, poiché evidentemente ridimensiona le probabilità di aumento dei tassi in autunno, sebbene il mercato a termine confidi tuttora nella possibilità di uno sblocco dello status quo prima della fine del 2026. Ad ogni modo, come esamineremo più approfonditamente nell’Outlook di metà anno, sussiste una netta differenza fra il primo aumento del Fed Funds rate ed un ciclo prolungato di rialzi dei tassi ufficiali e, in questo ambito, se il tightening sia senza soluzione di continuità (fast cycle) o contempi delle pause fra una riunione e l’altra (slow cycle). Fa molta differenza...
Ad ogni modo, mentre negli Stati Uniti è subentrato un certo ripensamento dopo ottimismo iniziale, nel Vecchio Continente le borse sono volate sulle ali dell’entusiasmo: nuovi massimi storici sono stati raggiunti fra gli altri dal DAX, dall’Eurostoxx50 e dallo Stoxx600. Negli Stati Uniti analoga impresa è stata sfiorata dal Dow Jones, mentre lo S&P500 ha terminato l’ultima seduta della settimana perfettamente invariato: sintesi fra un SOX che in due giorni ha ceduto il 12%, ed un comparto Value sugli scudi. Con industriali, finanziari ed Health Care che stanno confermando la felice intuizione di allocazione formulata nel Rapporto Giornaliero alcune settimane fa.
Ieri ad ogni modo ben 4 settori su 11 hanno chiuso in rialzo di oltre il 2.0%, con 16 azioni in rialzo per ogni 10 azioni in ribasso. La Advance-Decline Line resta nei pressi dei massimi assoluti.
Ciononostante, permane un sano scetticismo fra la comunità dei piccoli investitori. Il sondaggio settimanale di AAII mostra tuttora la prevalenza di ribassisti circa le prospettive di mercato, con questo secondo semestre che rilancia antichi e nuovi timori: l’intelligenza artificiale si rivelerà un’arma a doppio taglio? le tensioni nel Golfo Persico sono definitivamente archiviate? quanti aumenti dei tassi di interesse sono in vista? come andrà la prossima stagione delle trimestrali?
Sono tutti interrogativi a cui forniremo risposta dettagliata nell'aggiornamento di metà anno del 2026 Yearly Outlook, in preparazione, e che sarà rilasciato fra pochi giorni.