I reali motivi del disagio del mercato azionario americano sono da rinvenire su prospettive differenti da quelle popolari: meno mediatiche, ma più sostanziali. Fra queste, la registrazione del decimo Hindenburg Omen in un mese. Continua...
Wall Street concede terreno ai venditori, dopo un memorabile rally del 20% dai minimi di fine marzo. Occorreva il giusto catalizzatore, pervenuto sotto forma di rapporto sull'occupazione che spazza via ogni velleità di recessione. Continua...
Sono numeri sensazionali: 24 massimi storici da inizio anno, dieci settimane positive di fila, e sette sedute benigne da quando Warsh si è insediato alla guida della Fed. Anche Piazza Affari sui massimi storici. Gli investitori a ragione festeggiano. Continua...
Ai soliti noti si aggiungono nomi inediti: nuovi massimi storici per il Dow Jones, ma anche per le versioni equiponderate di S&P500 e Nasdaq. Eppure Wall Street è surclassata da inizio anno dagli indici asiatici, ed europei. L'incognita tassi ed il boom degli EPS.
La truppa si ricongiunge con le retroguardie. Ai massimi storici di Nasdaq e S&P500 si aggiunge ora il nuovo record del Dow Jones, che eclissa il picco di febbraio: gli analisti tecnici, che confidano in questo genere di conferme, di sicuro approveranno.
Senza considerare i nuovi record conseguiti sempre da S&P500 e Nasdaq, questa volta in versione equiponderata: in cui cioè ogni azione pesa rispettivamente per 1/500 e 1/100 del totale, senza distinzione di capitalizzazione. Le grandi capitalizzazioni sono sempre lì, e altre ne arriveranno nei prossimi mesi; ma ciò non vuol dire che il resto dei listini stia a guardare.
A riprova di una lettura talvolta superficiale, pur dopo la prestazione della passata settimana, Wall Street rimane soltanto undicesima nel ranking da inizio anno per performance nel G30: preceduta dai listini asiatici – prime cinque posizioni, considerando anche Tel Aviv – e da quelli europei, con Piazza Affari che si distingue in Europa fra le borse “maggiori”.
Per Kevin Warsh, la gratificazione personale perlomeno di un esordio positivo in termini di performance giornaliera della borsa americana. I predecessori Powell (-4.6%) e Yellen (-2.1%) essendo stati salutati all'esordio da vistosi realizzi. La partita che conta si giocherà nei prossimi mesi.
Il mercato a termine infatti prezza adesso una probabilità del 60% di rialzo del Fed Funds rate a dicembre. Il rendimento dei Treasury a 2 anni si colloca già ben 50 punti base sopra il policy rate. A farne le spese per ora è soltanto il mercato obbligazionario, con perdite diffuse su tutta la curva dei rendimenti. L’Equity, con gli utili strepitosi che genera, osserva e sorride.
Wall Street riaprirà i battenti domani dopo una sequenza a sua volta straordinaria di otto settimane positive di fila per lo S&P500. L’ultima volta risale alla fine del 2023: con la borsa americana che sarebbe salita per più di un anno, conseguendo un ulteriore rivalutazione del 28.6%, dividendi esclusi, prima di conoscere un ridimensionamento. Ma come annotiamo nel Rapporto Giornaliero di oggi, non è tanto rilevante cosa aspettarsi da simili successioni, quanto cosa non aspettarsi.
Molti investitori osservano però gli eventi con fare abulico. Il sondaggio di AAII rivela ancora una volta una prevalenza netta di ribassisti fra i piccoli investitori. Se non bastano i record storici in sequenza e le successioni benigne a scuotere le masse dall’apatia, non sappiamo cosa possa ingegnarsi il mercato azionario per persuadere le maggioranze.