Conforta la reazione del settore tecnologico. Ma le schermaglie fra Stati Uniti e Cina contengono l'espansione del Price/Earnings, nel momento in cui la crescita dei profitti aziendali ristagna. L'ultima parola dunque spetta al sentiment degli investitori.

A fine aprile i modelli previsionali propendevano per una correzione, e correzione è stata: evidentemente, nei tempi e con le profondità attese. Alla luce del modello proposto ieri, a questo punto Wall Street sarebbe attesa ad una risalita che dovrebbe condurre a nuovi massimi assoluti anche in un periodo stagionalmente non brillante come la parte centrale dell’anno. Rimandiamo al Rapporto Giornaliero di ieri per l'evidenza del percorso più probabile da qui al prossimo autunno.
Il settore tecnologico, che ha letteralmente zavorrato il listino americano nelle ultime quattro settimane, ieri ha mostrato una confortante reazione: con il Nasdaq che ha integralmente riassorbito le perdite di lunedì. Conforta anche la reazione dello S&P500, il cui consolidamento si è “magicamente” arrestato a ridosso della ex (ultima) resistenza a 2815 punti, divenuta in seguito fisiologicamente supporto.
Certo si può a ragione dubitare della qualità di questo rialzo. Con la stagione degli utili ormai virtualmente archiviata, la crescita degli EPS nel primo trimestre è soltanto nominale: +0.7% rispetto al Q4. Le stime per il secondo trimestre continuano a deteriorarsi (-1.94%) e nel terzo trimestre la variazione attesa è negativa in termini reali. Con dati simili, le speranze sarebbero riposte verso i multipli di mercato. Ma le schermaglie fra Stati Uniti e Cina finiscono per contenere il Price/Earnings, per cui si fa fatica a stimare punti di arrivo per il mercato azionario USA; sensibilmente superiori ai target fissati nell'Outlook di inizio anno.
Forse però il sentiment degli investitori ha già scontato questi fattori di rischio. La raccolta netta di fondi ed ETF azionari è ampiamente negativa, i sondaggi sugli umori dei piccoli investitori parlano chiaro, e le misure di mercato (put/call ratio, volatilità) rimarcano il pessimismo dilagante. Anche a Piazza Affari il sentiment è improntato allo scetticismo, come si desume dal livello ormai infimo raggiunto dal Greed Index.
Da un paio di sedute a questa parte, il Greed Index è scivolato sotto la soglia dei 40 punti. Il rapporto di oggi si sofferma sul posizionamento di Piazza Affari nel momento in cui è stato raggiunto un ottimismo così prosciugato. Il dato va necessariamente coniugato con la tenuta millimetrica della media mobile a 200 giorni.