Sono passati 17 mesi dal minimo dei mercati azionari. Secondo la storia il rialzo dovrebbe terminare idealmente nell'estate del 2025. Nel frattempo Piazza Affari raggiunge un ipercomprato spettacolare, imitando Wall Street a distanza di quattro mesi.

Siamo giunti a metà del tipico cammino intrapreso storicamente dal Toro. A 517 giorni, circa diciassette mesi, il bull market ciclico inaugurato ad ottobre 2022 è al 50% della durata media dei cicli rialzisti sullo S&P500, pari a 1011 giorni.
Un Toro che ha conosciuto una brillante ripartenza lo scorso autunno, quando maturò tutta una serie di convincenti segnali. Al punto tale che mai, in questi mesi, abbiamo registrato un ripiegamento anche soltanto del 2% dai massimi provvisori. E da ormai più di un anno non si registrano sedute da -2%. Una prova di forza che mette a nudo l’assenza di venditori. D’altro canto, non avendo comprato a suo tempo, gli investitori nel complesso hanno ben poco da piazzare sul mercato, se non il loro assetato denaro.
Mortificante per i ribassisti la reazione delle ultime due settimane: un calo di misura, negativo soltanto per le statistiche: -0.26, poi -0.13%. Tutto qui. La narrativa confortante di una partecipazione elitaria da tempo non regge più: lo S&P da inizio anno guadagna l’8%, ma se rimuovessimo l’apporto delle “Magnifiche Sette” la performance sarebbe limata a +7%, con le sette azioni in questione che in media salgono soltanto del 12%. Nel frattempo ben 153 società guadagnano più del 10% in termini “total return” rispetto al 2023. Altro che magnifiche sette...
Il miglioramento dei record storici è insito nella natura dei bull market. Due anni fa Jerome Powell avviava un poderoso ciclo di aumenti dei tassi di interesse: da 525 punti base. Sgomento e timore dei più. Di riflesso la curva dei rendimenti si è invertita: da 425 giorni in termini di confronto fra 10 anni e tre mesi. Un nuovo primato: abbattuto il record di inizio anni Ottanta.
Ma, nel frattempo, niente recessione. Anzi, l’economia americana cresce più del potenziale da sette trimestri consecutivi, ed in questo Q1 viaggia ad un ritmo del +2.3%, annota la Fed. C’è sempre una prima volta...
Tutti sanno che la settimana successiva alle scadenze tecniche di marzo è tendenzialmente negativa, in particolare fino a mercoledì. Sarà interessante vedere se i venditori troveranno valide motivazioni per affacciarsi. D’altro canto, con un mercato così tirato, di motivi per passare alla cassa ce ne sono, no?
Addirittura gli indici di Piazza Affari vedono il loro RSI 3M3 salito la passata ottava a 99 punti: un ipercomprato estremo sperimentato soltanto altre 4 volte nella storia; l’ultima a dicembre 2004. La borsa italiana sarebbe salita per ulteriori trenta mesi prima di trovare un massimo definitivo.
A proposito di ipercomprato. A novembre lo S&P500 vedeva il suo RSI transitare da una condizione di ipervenduto ad una specularmente opposta di ipercomprato. Mentre i più denunciavano improbabili insostenibili eccessi, la nostra ricerca oggettiva scorgeva un setup dai consistenti riflessi rialzisti. Il Rapporto Giornaliero di oggi aggiorna il confronto fra l'andamento effettivo di Wall Street nei passati quattro mesi, e le indicazioni del modello previsionale. Al netto di un possibile aggiustamento, è tutt’altro che finita.