Trattasi di un obiettivo minimo: non ci sono le condizioni in termini di ampiezza e di momentum per considerare la possibilità che si tratti di un bottom definitivo.

La crisi dell'Italia coinvolge le altre piazze finanziarie europee. Piazza Affari perde terreno per la terza seduta di fila, nell'ambito di una intensificazione delle vendite ben evidente dalla crescita sequenziale dei saldi negativi e dall'allargamento della distanza che separa aperture da chiusure. Il pattern "Down Friday, Down Monday, come suggerisce il nome, consiste in una seduta negativa alla fine della settimana, che trova seguito all'inizio dell'ottava successiva: i venditori, non appagati a fine settimana, trovano nel week-end motivi per intervenire nuovamente alla riapertura delle contrattazioni. Questo comportamento, in presenza di saldi particolarmente rilevanti, tende ad assumere un significato prospettico ben preciso.
Ad esempio, una perdita superiore all'1.25% di venerdì, e il lunedì successivo, a Piazza Affari si manifesta tipicamente o in prossimità dell'esaurimento dei ribassi, ovvero quando al fondo manca ancora molto. Un DF-DM di queste proporzioni, ad esempio, fu registrato il 18-21 maggio scorso, poco dopo la pubblicazione del famoso "Contratto di governo", e il setup anticipò diverse settimane di declini.
La considerazione è pertinente in questo momento, con l'indice MIB evidentemente a ridosso del primo target, calcolato da tempo fra 19780 e 19570 punti. Trattasi di un obiettivo minimo: non ci sono le condizioni in termini di ampiezza e di momentum per considerare la possibilità che si tratti di un bottom definitivo. Ma a determinate condizioni qui la borsa italiana potrebbe reagire. Il condizionale è d'obbligo, tenuto conto che sotto questo argine si scivolerebbe verso il ben più credibile e corposo supporto, mostrato per la prima volta nel Rapporto Giornaliero di oggi. Se mai nel breve periodo vi fosse una reazione, in prospettiva Piazza Affari appare destinata a scendere fin laggiù; nella speranza che nel frattempo si conseguano oggettive condizioni di ipervenduto di lungo periodo (RAY).
Nel frattempo, la sostanziale tenuta di Wall Street produce in ulteriore allargamento del divario negativo di performance fra Eurostoxx50 e S&P500: ieri il saldo a 52 settimane fra i due indici atlantici è scivolato al -21%.