Confermato appiena il rally estivo, con una performance superiore al 3%, gli investitori preparano la strategia per la seconda metà dell'anno. L'Outlook di AGE Italia costituisce un ausilio irrinunciabile per investitori evoluti e consulenti finanzi... Continua...
Al solito le due fazioni degli investitori si affrontano, ciascuna opponendo valide ragioni secondo la propria prospettiva. Ai timori dei ribassisti, i Tori rispondono con la logica dei numeri: l'unica che conti nella gestione degli investimenti. Continua...
L’ampiezza di mercato rimane confortante, con una prevalenza ieri di azioni in rialzo nonostante il mezzo punto percentuale sacrificato dallo S&P500 a fine seduta, e con le rotazioni settoriali – dal Growth al Value, da semiconduttori e memorie alle... Continua...
Il modello di asset allocation a fine marzo ha "mangiato la foglia", riportando a benchmark l'esposizione in azioni. La penetrazione della media mobile a 200 giorni si è rivelata un falso segnale. Spettacolare l'ultimo modello previsionale su Wall Street.
Il Cessate il Fuoco di due settimane proclamato bilateralmente nel Golfo Persico, provoca la caduta delle quotazioni del greggio, con il Brent fresco reduce dal conseguimento di un nuovo record a 144 dollari al barile per la versione spot. Un prezzo impressionante, che però in termini reali si colloca tuttora ben sotto il picco del 2022 e del 2008: quando, in moneta corrente, il petrolio quotava l’equivalente dei 200 dollari di oggi.
La tregua ha fornito nuove argomentazioni ai compratori, già persuasi nei giorni recenti dall’incoraggiante flusso di dati macro pervenuti. A marzo le nuove buste paga sono risultate quasi il triplo rispetto ai posti di lavoro previsti dagli economisti, e i PMI manifatturieri nel complesso non hanno fatto registrare timori di sensibile rallentamento economico. Allo stesso tempo gli utili per azione attesi nei prossimi dodici mesi dalle compagnie dello S&P500, hanno fatto registrare un nuovo record: una differenza vistosa rispetto ai diffusi downgrade emessi dagli analisti giusto un anno fa durante il caos connesso ai “dazi reciproci”.
Un favorevole contesto macro spiega la resilienza degli indici azionari, con lo S&P500 che dai massimi ha ceduto meno del 10%: un consolidamento, sul piano formale, per quanto profondo; ma nulla di sensazionale, oltretutto in un anno di elezioni di medio periodo. Il nostro modello di asset allocation a fine marzo aveva mangiato la foglia, riportando a benchmark (60% del portafoglio) la componente Equity.
Venerdì sera infatti, Wall Street ha formalizzato sugli indici principali un Buy Sequential setup su base settimanale: i precedenti, come mostra il Rapporto Giornaliero di oggi, risalgono al minimo di un anno fa, a quello di inizio 2016, e nel complesso a minimi di un certo spessore dal quale il mercato azionario USA è prontamente ripartito.
Che una svolta fosse nell’aria è stato ancora una volta clamorosamente anticipato dal modello previsionale basato sulle opzioni, che ha “chiamato” il bottom di Piazza Affari per venerdì 27: minimo centrato con precisione chirurgica.
La fiammata segnalata dai future lascia intendere che questa sera lo S&P500 potrebbe ritornare sopra la media mobile a 200 giorni, dopo un purgatorio durato pochissimo tempo. È quanto tipicamente si manifesta quando tale spartiacque tecnico è abbandonato dopo una prolungata navigazione al di sopra di esso, come rilevato qualche giorno fa. Conforta rilevare come il modello previsionale rilasciato, stia anticipando egregiamente la dinamica di mercato.