Beffando ancora una volta le convinzioni di molti investitori, incoraggiate da media compiacenti e da social devastanti, il mercato azionario riassorbe tutte le perdite successive allo scoppio della crisi in Medio Oriente. E ora che si fa? Continua...
Il modello di asset allocation, dopo la chiusura di venerdì ha deciso di sospingere questa mattina ulteriormente la componente Equity. Questa mattina pubblichiamo in esclusiva per gli abbonati i nuovi target ufficiali per Wall Street. Continua...
Clamoroso il comportamento di ieri sera a Wall Street. Il nuovo vuoto grafico promette di rimanere incolmato a tempo indeterminato. Lo S&P500 nel frattempo è reduce da una poderosa sequenza di sette sedute positive di fila: il peggio è passato. Continua...
Il modello di asset allocation a fine marzo ha "mangiato la foglia", riportando a benchmark l'esposizione in azioni. La penetrazione della media mobile a 200 giorni si è rivelata un falso segnale. Spettacolare l'ultimo modello previsionale su Wall Street.
Il Cessate il Fuoco di due settimane proclamato bilateralmente nel Golfo Persico, provoca la caduta delle quotazioni del greggio, con il Brent fresco reduce dal conseguimento di un nuovo record a 144 dollari al barile per la versione spot. Un prezzo impressionante, che però in termini reali si colloca tuttora ben sotto il picco del 2022 e del 2008: quando, in moneta corrente, il petrolio quotava l’equivalente dei 200 dollari di oggi.
La tregua ha fornito nuove argomentazioni ai compratori, già persuasi nei giorni recenti dall’incoraggiante flusso di dati macro pervenuti. A marzo le nuove buste paga sono risultate quasi il triplo rispetto ai posti di lavoro previsti dagli economisti, e i PMI manifatturieri nel complesso non hanno fatto registrare timori di sensibile rallentamento economico. Allo stesso tempo gli utili per azione attesi nei prossimi dodici mesi dalle compagnie dello S&P500, hanno fatto registrare un nuovo record: una differenza vistosa rispetto ai diffusi downgrade emessi dagli analisti giusto un anno fa durante il caos connesso ai “dazi reciproci”.
Un favorevole contesto macro spiega la resilienza degli indici azionari, con lo S&P500 che dai massimi ha ceduto meno del 10%: un consolidamento, sul piano formale, per quanto profondo; ma nulla di sensazionale, oltretutto in un anno di elezioni di medio periodo. Il nostro modello di asset allocation a fine marzo aveva mangiato la foglia, riportando a benchmark (60% del portafoglio) la componente Equity.
Venerdì sera infatti, Wall Street ha formalizzato sugli indici principali un Buy Sequential setup su base settimanale: i precedenti, come mostra il Rapporto Giornaliero di oggi, risalgono al minimo di un anno fa, a quello di inizio 2016, e nel complesso a minimi di un certo spessore dal quale il mercato azionario USA è prontamente ripartito.
Che una svolta fosse nell’aria è stato ancora una volta clamorosamente anticipato dal modello previsionale basato sulle opzioni, che ha “chiamato” il bottom di Piazza Affari per venerdì 27: minimo centrato con precisione chirurgica.
La fiammata segnalata dai future lascia intendere che questa sera lo S&P500 potrebbe ritornare sopra la media mobile a 200 giorni, dopo un purgatorio durato pochissimo tempo. È quanto tipicamente si manifesta quando tale spartiacque tecnico è abbandonato dopo una prolungata navigazione al di sopra di esso, come rilevato qualche giorno fa. Conforta rilevare come il modello previsionale rilasciato, stia anticipando egregiamente la dinamica di mercato.