Da inizio anno una gestione bilanciata degli investimenti finanziari, ha prodotto una minusvalenza prossima al 20%. Questo, mentre la Federal Reserve inaugura ufficialmente il Quantitative Tightening (QT). Cosa ci possiamo aspettare per Equity e Bond fino a fine anno?

Ieri due esponenti di rilievo del FOMC hanno fornito argomentazioni che escluderebbero la famosa “pausa”, a settembre, nel ritmo previsto di incremento del Fed Funds rate per le prossime due riunioni: «è ancora presto per concludere che l’inflazione abbia raggiunto un picco», e «non sappiamo ancora in che posizione ci troveremo a settembre» sono due espressioni abbastanza hawkish. Gli investitori sperano che, avendo errato per difetto nei due anni passati, i responsabili della politica monetaria americana adesso non indulgano in eccesso.
Oggi sarà disponibile un banco di prova decisivo: la creazione di buste paga nel passato mese di giugno. Attesi 325 mila nuovi posti di lavoro, con un range di previsioni compreso fra 250 e 450 mila, stando a quanto riporta Bloomberg. Un dato superiore rafforzerebbe l’attesa di un aumento da 50 punti base anche a settembre: una ipotesi peraltro che il mercato a termine già prezza al 69% di probabilità, peraltro. Powell ha chiarito come il rapporto fra posti di lavoro disponibili e disoccupati correnti, prossimo a due volte, è la principale argomentazione a favore di una politica aggressiva.
Non si tratta soltanto di tassi di interesse. Il Quantitative Tightening (QT) è ufficialmente iniziato, anche se di fatto occorrerà attendere metà mese, quando scadrà il primo Treasury in pancia alla Fed che questa volta non sarà rinnovato. Ci sono 48 miliardi di titoli in scadenza questo mese, 42 a luglio, 111 ad agosto e 44 a settembre: più che sufficienti per onorare il programma di 30 miliardi di riduzione soft al mese da qui a fine estate.
Ma quando a settembre il ritmo raddoppierà a 60 miliardi, sarà necessario procedere alla liquidazione anticipata dei bond in portafoglio, e a quel punto si vedrà se le argomentazioni hawkish proposte dal direttorio della Fed, troveranno effettivo riscontro.
Gli investitori non sono certo rimasti a guardare. Stando all’ultimo sondaggio condotto dalla Conference Board nell’ambito della rilevazione mensile della Consumer Confidence, il 43% delle famiglie si attende una borsa in calo nei prossimi mesi. L’aspetto inquietante è che analogo umore è condiviso per il mercato obbligazionario: il 60% degli interpellati prevede quotazioni in declino anche per i Treasury.
Il tonfo delle due principali asset class quest’anno, con la canonica gestione bilanciata "60/40" in calo del 19% in prossimità del minimo del 19 maggio, ha inciso irrimediabilmente sul sentiment delle famiglie. Una configurazione analoga è stata conseguita una dozzina di volte dal Dopoguerra, ed il seguito è sempre stato degno di nota nel medio periodo, come commentiamo dettagliatamente nel Rapporto Giornaliero di oggi.