Curiosa la rottura sperimentata da alcuni giorni: il rapporto fra le quotazioni dell’indice MIB e quelle dell’oro (in euro) ha rotto verso l’alto, fuoriuscendo da un elegante canale inclinato verso il basso dall’inizio del 2018.

Qualche buontempone ieri è passato dalle parti di Palazzo Mezzanotte, rimuovendo la prima lettera "i" contenuta nell'indicazione toponomastica: così, Piazza Affari è diventata ora per tutti "Pazza Affari", a sottolineare l'eccezionalità di una crescita che quest'anno ha premiato tutti gli investitori. Quasi tutti: eccezion fatta per chi si è lasciato persuadere da argomentazioni esogene, che poco o nulla hanno a che spartire con la legge della domanda e dell'offerta.
A parte le battute, l’indice FTSE MIB sembra seriamente intenzionato a contabilizzare la sesta settimana positiva consecutiva. Un comportamento non del tutto sorprendente: venendo da superamento della barriera a 22 mila punti, era prevedibile che il mercato si sarebbe mosso a briglie sciolte. Sul piano formale, il superamento dell’ultimo diaframma a 23200 punti rende scontato il raggiungimento del massimo di maggio 2018. Ma quel picco è già stato superato, in termini “total return”. Sotto questa prospettiva, la borsa italiana ha accumulato quest’anno una performance superiore al 33%: un risultato tanto spettacolare quanto gratificante, per investitori, consulenti ed analisti.
Chi è rimasto attardato, non ha ponderato a sufficienza la rilevanza delle considerazioni strategiche emerse ad inizio anno: quando si è delineata una probabilità prossima al 100% di conseguire forti rialzi negli ultimi quattro mesi dell’anno – ne abbiamo parlato l’ultima volta in occasione del ToL Expo di Milano. Né si è soffermato a sufficienza sulla rilevanza strategica delle recenti rotture: quota 3600 punti di Eurostoxx, quota 12900 punti di DAX, per non citare i 3000 punti di S&P500 e appunto i 22000 punti di FTSE MIB; erano livelli il cui superamento garantiva un’estensione del rialzo. E così è stato. Barricarsi dietro l’eventualità di un consolidamento, di una pausa da ipercomprato, vuol dire osservare gli alberi perdendo di vista la foresta.
Tornando per un attimo a Piazza Affari, negli ultimi giorni un’altra rottura si segnala. Curiosa: il rapporto fra le quotazioni dell’indice MIB e quelle dell’oro (in euro) ha rotto verso l’alto, fuoriuscendo da un elegante canale inclinato verso il basso dall’inizio del 2018. Si direbbe perlomeno un ulteriore invito ad abbandonare le cautele.