Il mercato ha salutato con favore il CPI. I rendimenti dei bond sono tornati a puntare verso il basso, persuasi dalla prospettiva più attenuata di interventi sul costo ufficiale del denaro, mentre Wall Street è salita ad un passo da nuovi massimi st... Continua...
Confermato appiena il rally estivo, con una performance superiore al 3%, gli investitori preparano la strategia per la seconda metà dell'anno. L'Outlook di AGE Italia costituisce un ausilio irrinunciabile per investitori evoluti e consulenti finanzi... Continua...
Al solito le due fazioni degli investitori si affrontano, ciascuna opponendo valide ragioni secondo la propria prospettiva. Ai timori dei ribassisti, i Tori rispondono con la logica dei numeri: l'unica che conti nella gestione degli investimenti. Continua...
Mentre Wall Street tira il fiato, i listini europei volano: nuovi massimi storici da parte di DAX40, Eurostoxx50 e Stoxx600. Ancora una volta premiante è risultato un atteggiamento metodico, distaccato e insensibile ai condizionamenti esterni.
La delusione provocata dal numero contenuto di nuovi posti di lavoro creati a giugno negli Stati Uniti, da un lato rimanda la resa dei conti monetari, con ridotte probabilità di aumento dei tassi ufficiali negli USA a fine ottobre; dall’altro impone una revisione delle aspettative di crescita: con il GDPNow della Fed di Atlanta che flette ad un pallido +1.2% annualizzato nel quarto da poco terminato. Soltanto a metà maggio le previsioni di crescita per il secondo trimestre si attestavano ad un generoso +4.3%.
Non è un caso che proprio da quel momento le borse del resto del mondo abbiano iniziato/ripreso a sovraperformare. Mentre lo S&P da allora ha guadagnato la miseria di un punto percentuale, l’Eurostoxx50 è decollato del 10%: salendo venerdì ad un nuovo massimo storico. Analoga impresa è riuscita all’indice paneuropeo Stoxx 600.
Questo ancora una volta sottolinea il valore segnaletico dello sfondamento dei precedenti massimi, con il picco di inizio anno delle borse del Vecchio Continente, eclissato tre settimane fa. D’altronde, quando Wall Street nel 2013 finalmente scavalcò il doppio massimo storico del 2000-2007 a 1575 punti, la circostanza lo ricordiamo ancora bene, fu accolta da un diffuso scetticismo. Seimila punti dopo non è cambiato molto: una minoranza di investitori insensibili al rumore esterno conta le plusvalenze, mentre una significativa maggioranza depreca il destino, o i poteri forti, o qualunque altro pretesto pur di sfuggire alle proprie responsabilità.
Il MSCI Europe, nel frattempo, dopo aver superato ad inizio decennio il massimo del 2007, nell’indifferenza generalizzata, ha messo a segno una performance ulteriore del +50%. A riprova dell’efficacia di uno strumento asciutto, metodico e distaccato come l’analisi tecnica.
La borsa americana nel frattempo riapre i battenti dopo le grigliate del 4 Luglio. Dopo il consolidamento atteso nella settimana successiva a quella delle scadenze tecniche trimestrali, Wall Street e dintorni hanno confermato l’attesa di una ripartenza alla fine di giugno. Il famoso “rally estivo”, nella finestra compresa fra il 27 del mese passato e la metà di quest’anno: ipotesi questa resa ancora più verosimile dal corredo di performance da cui gli indici americani provenivano.
Si conferma la preferenza tattica per il Value, con il Dow Jones a sua volta salito ad un nuovo record, mentre il Nasdaq ed in particolare memorie e semiconduttori che iniziano a segnare un considerevole ritardo.