Mentre pubblicamente gli emarginati del listino deprecano i nuovi massimi storici, in privato inseriscono ordini di acquisto al primo ripiegamento; sperando di essere più scaltri degli altri facendo front running ma alimentando una ripartenza inevitabile.

Gli eventi della passata settimana hanno confermato uno schema in essere da quasi undici anni: chi cerca di scorgere nelle notizie pubblicate dai media, lo strumento per prevedere il futuro andamento di mercato, è destinato a rimanere deluso. Lo scontro ovattato fra Stati Uniti e Iran ha condotto a nuovi massimi storici - evento registrato mediamente ogni due settimane dal minimo di marzo 2009 in avanti - esattamente come successo con l'inversione della curva dei rendimenti, con la guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina, con lo shutdown governativo americano di un anno fa, con l'elezione di Donald Trump alla Casa Bianca; tanto per citare gli eventi geopolitici degli ultimi anni, che secondo alcuni avrebbero dovuto rivelarsi luttuosi per gli investitori.
E mentre pubblicamente gli emarginati del listino deprecano i nuovi massimi storici, in privato inseriscono ordini di acquisto al primo ripiegamento; sperando di essere più scaltri degli altri facendo front running ma alimentando una ripartenza inevitabile, data la massa di liquidità parcheggiata, e l'assenza di azioni detenute da vendere. Il mercato si muove ancora sulla base della fondamentale legge della domanda e dell'offerta.
Nello specifico lo S&P500 risulta ancora trattenuto dall’orbita della resistenza attorno a 3250 punti, segnalata come target sei mesi fa. Difficile confidare in una annata strepitosa come il 2019, ma sopra i correnti livelli il bull market conoscerebbe ulteriore spazio. Nel 2020 Yearly Outlook, che vedrà la luce tra pochi giorni, delineeremo gli obiettivi di quest'anno per lo S&P500; e per l’Eurostoxx: che nel frattempo, dopo essersi lasciato alle spalle la resistenza chiave a 3600 punti, procede verso l’obiettivo intermedio sopra i 3900 punti. Per pudore, si cerca di trascurare l'obiettivo di lungo periodo, già pubblicamente dichiarato ad ottobre nell'ambito del ToL Expo.
Piazza Affari nel frattempo è reduce da uno dei migliori anni della sua travagliata storia. L’incapacità palesata da alcune settimane di migliorarsi ancora, è riconducibile alla barriera correntemente raggiunta. Non si tratta soltanto dei massimi del 2015 e del 2018. Come si può notare, fra 23800 e 24600 punti si scorgono ben quattro distinti livelli-obiettivo. Il Rapporto Giornaliero di oggi evidenzia l'obiettivo ambizioso che attenderebbe la borsa italiana in caso di breakout della citata resistenza.