Il rialzo delle ultime sei settimane ha coinvolto soltanto la metà dei settori della borsa americana. Nel frattempo una spettacolare earnings season volge al termine, mentre il FOMC risulta vistosamente disallineato rispetto alle attese del mercato ... Continua...
Continuano a fioccare le performance per chi non si è lasciato incantare dalle tragiche raccomandazioni dei presunti esperti di mercato. Wall Street gode di buona salute, ma il resto del mondo certo non è rimasto a guardare... Continua...
Tenero il tentativo di queste ore dei media finanziari, di spiegarci perché le borse stiano migliorando i massimi storici, dopo gareggiato per settimane nel prefigurare gli scenari più catastrofici per i listini azionari mondiali. Continua...
Beffando ancora una volta le convinzioni di molti investitori, incoraggiate da media compiacenti e da social devastanti, il mercato azionario riassorbe tutte le perdite successive allo scoppio della crisi in Medio Oriente. E ora che si fa?
Wall Street regala un’altra gioia agli investitori, e dispiacere ai ribassisti, arrivando ad un passo dal conseguimento di un nuovo, clamoroso massimo storico: dopo aver guadagnato in media quasi l’un percento (+0.95%, per la precisione) nelle ultime dieci sedute.
I mercati azionari dunque hanno completamente riassorbito tutte le perdite registrate dopo il 27 febbraio. La de-escalation in Medio Oriente ed un massiccio short squeeze hanno indotto investitori troppo frettolosi a tornare sui propri passi: ricomprando a prezzi più alti ciò che hanno liquidato impulsivamente sei settimane fa.
Dal minimo del 30 marzo, lo S&P500 ha guadagnato 5.5 trilioni di dollari di capitalizzazione di mercato. Come sempre, nessuno si curerà di magnificare i miliardi di dollari “creati” in borsa, avendo tempestivamente segnalato sei settimane fa i miliardi “bruciati” sui mercati. Al pari del denaro nell'accezione medioevale, si tratta pur sempre dello "sterco del demonio" dell'era moderna.
Dalla sollecitazione dei supporti strutturali ad una formale capitolazione, dall'eccezionale continuità seguita alla seduta da +3% del 31 marzo ad un sempre affidabile Buy Sequential setup su base settimanale; tutto lasciava propendere verso la definitività del minimo e la conclusione del processo di consolidamento. Il modello di asset allocation ha confermato in tempi non sospetti la natura correttiva dell'aggiustamento.
Fatale per molti investitori e trader è risultata la narrazione disfattista generosamente offerta dai media finanziari e social amatoriali, che glisseranno ora sulla domanda che tutti si pongono: cosa fare adesso, con le borse che archiviano il peggio e convergono verso nuovi massimi assoluti?
Ci sarà tempo per fornire una risposta, con le borse che adesso probabilmente tireranno il fiato, dopo l’entusiasmante galoppata delle ultime due settimane; con un segnale di potenziale picco sull’indice della borsa italiana e con un oggettivo ipercomprato su tutti i fronti.
Beffando ancora una volta la maggioranza, il flusso di dati macro si rivela sorprendentemente benigno: le rilevazioni ADP evidenziano ulteriori posti di lavoro nel settore privato. Impressionante la sequenza delle ultime cinque settimane: +36 mila, +40 mila, +61 mila, +104 mila, e ieri +157 mila. Di che recessione esattamente si stava parlando?