Con Nvidia che stasera riporterà i dati di bilancio, la stagione delle trimestrali volge al termine. Il monte utile è proiettato in crescita del 27.5% rispetto ad un anno fa, con ben l’85.4% delle compagnie che hanno battuto le stime di profitto degli analisti.

Non si può certo negare che l’economia americana, nonostante tutto, viaggi a pieni cilindri. Se non fosse per i giganteschi cartelli luminosi con i prezzi, che accolgono gli automobilisti all’entrata delle stazioni di servizio, Donald Trump dormirebbe sonni tranquilli in vista delle prossime elezioni di novembre.
Dopo un rapporto Redbook Same Store sales ancora una volta gratificante (https://links.ageitalia.net/AGEit323), ieri il rapporto ADP ha confermato la notevole capacità del settore privato di generare nuovi posti di lavoro. Non è affatto un caso che il Citi Economic Surprise Index (CESI) si collochi in netto territorio positivo, ai massimi fra le economie mondiali monitorate.

Sotto questa prospettiva, il nuovo balzo dei rendimenti obbligazionari assume una peculiare connotazione. Lo yield del Treasury Bond trentennale è salito ieri ai massimi da luglio 2007, fornendo l’ennesimo dispiacere a chi ha dato fiducia al reddito fisso («a questi livelli, conviene comprare»). Tuttavia i rendimenti reali sono cresciuti di ben 17 punti base soltanto nelle ultime tre sedute sulle scadenze decennali: il che evidenzia come la risalita dei tassi di mercato sia riconducibile più ad una sana domanda di capitali, che non alle pressioni inflazionistiche.
L’attenzione è sempre rivolta verso le hyperscaler, e la tecnologia in senso ampio. Con Nvidia che stasera riporterà i dati di bilancio, la stagione delle trimestrali volge al termine. Il monte utile è proiettato in crescita del 27.5% rispetto ad un anno fa, con ben l’85.4% delle compagnie che hanno battuto le stime di profitto degli analisti. In questo contesto, la risalita del costo del denaro è percepita a malapena.
Ciò non toglie che da alcune sedute si assista ad una rotazione di mercato, con i temi più brillanti nelle passate sette settimane, che hanno ceduto il testimone ai settori rimasti attardati.

Con riferimento alle compagnie dello S&P500, il decile delle società migliori per performance dal minimo di fine marzo alla chiusura di giovedì sera, ha conseguito nelle passate tre sedute una performance media del -8%, mentre il decile delle società meno performanti dal minimo, nelle ultime 72 ore ha messo a segno un recupero medio del 7.1%.
Tutto bene, se non fosse che la struttura di mercato non nasconde ora un certo affanno, con spiacevoli fratture in termini di ampiezza di mercato. Ieri sera, secondo i nostri dati, a Wall Street è stato conseguito un Hindenburg Omen per la quinta volta nell’ultimo mese. Il Rapporto Giornaliero di oggi mostra gli ultimi precedenti, ed il seguito di mercato.