Mentre il Nasdaq 100 inanella la dodicesima seduta positiva consecutiva, i piccoli investitori risultano ribassisti da nove settimane di fila: un comportamento poco coerente con l'andamento di mercato, e condizionato da una narrazione tossica.

Sulle borse l’appetito vien mangiando. Dopo essersi generosamente spinto oltre la barriera psicologica a 7.000 punti, lo S&P500 migliora ancora una volta i massimi assoluti, gratificando gli investitori che hanno assecondato le indicazioni di un minimo definitivo emerse alla fine di marzo. 
Il Nasdaq 100 fa la storia, salendo per dodici sedute di fila: una sequenza che addirittura non si registrava dal 2009. In tutta la storia dell’indice di Times Square, i precedenti analoghi sono appena sette dal 1985: come si commenta sul Rapporto Giornaliero di oggi, il seguito è sempre stato degno di nota per gli investitori.

A proposito di continuità, il sondaggio di AAII rivela una prevalenza di Orsi per la nona settimana consecutiva. Ora, può essere ragionevole che il pessimismo prevalga in un contesto oggettivamente spinoso come quello di marzo; ma che gli Orsi non ripieghino a fronte di un brutale rally, è da un lato sintomo di dissonanza cognitiva che produrrà serie ripercussioni per i portafogli di molti nei mesi a venire; dall’altro in ottica contrarian incoraggia i rialzisti.
L’esame dei flussi dei fondi monetari infatti conferma come questa volta il pubblico retail si sia fatto persuadere dalla narrazione tossica, liquidando le azioni e parcheggiando in liquidità (https://links.ageitalia.net/AGEit316); al contempo, i fondi monetari riservati agli istituzionali hanno visto alla fine di marzo considerevoli deflussi: il denaro che conta ha sfruttato l’opportunità di entrare sul minimo del consolidamento, ignorando il rumore assordante proveniente da media “specializzati” e da social a disperata caccia di click.

Significativo che questo rally si manifesti in una settimana da “resa dei conti” come la corrente ottava di sistemazioni tecniche mensili: quando la cautela tende a prevalere.
Quando un mercato disattende una prescrizione quantitativa sfavorevole, indica la ferrea determinazione a muoversi in direzione contraria. Un rialzo superiore al 2% nelle prime due sedute di scadenze tecniche mensili di opzioni è stato sperimentato una trentina di volte negli ultimi trent’anni. In 9 casi su 29 lo S&P500 ha ceduto terreno il giorno successivo (mercoledì). 
Ma quando questa previsione non è stata rispettata, il seguito è sempre risultato memorabile, come commentato nel rapporto di oggi.