Lo slancio dai minimi non manca, difettano ancora informazioni definitive circa la sua qualità; ma la mente corre alla liquidazione prenatalizia, quando più del 40% delle società del NYSE subiva l'umiliazione di collocarsi sui livelli più bassi dei precedenti dodici mesi.

Wall Street ci prende gusto e inanella una nuova seduta positiva, confermando il ripristino dell'uptrend di breve periodo, formalizzato venerdì sera. A riprova della sensibilità del mercato alla potenziale irrazionalità di soggetti ad esso esogeni, è notevole come il recupero abbia conosciuto uno stop, nel momento in cui l'agenzia Bloomberg ha battuto la notizia secondo cui il presidente Trump avrebbe oggi rivolto alle 9 ora locale un messaggio alla nazione su «questioni legate ai confini».
Ciò ha costretto lo S&P500 ad un ripiegamento tattico, e ad una chiusura ancora nell'orbita delimitata dai minimi di inizio dello scorso anno. Una resistenza naturale, obiettivo inferiore di quello che classifichiamo ancora come rally correttivo. Lo slancio dai minimi non manca, difettano ancora informazioni definitive circa la sua qualità; ma la mente corre alla liquidazione prenatalizia, quando più del 40% delle società del NYSE subiva l'umiliazione di collocarsi sui livelli più bassi dei precedenti dodici mesi.
La circostanza, storicamente alquanto rara - l'ultimo episodio ad agosto 2015 - ha prodotto un seguito abbastanza definito: il Rapporto Giornaliero di oggi mostra il profilo medio/mediano nelle settimane successive alla data setup in questione. Rispetto a questo script, Wall Street ha maturato un maggiore sbandamento iniziale, ora recuperato. Al solito, l'aspetto più rilevante è quello della tempistica: se il copione non ci tradirà, dovremmo conseguire un massimo in prossimità della data indicata nel rapporto, prima di tornare a scendere, conseguendo un ulteriore minimo.
Piazza Affari partecipa al recupero, ma presto sarà chiamata ad esprimersi di fronte alla sollecitazione dello short stop settimanale sull'indice MIB.