Dopo meno di tre settimane, il target del 2020 è stato già conseguito per 9 dei 23 strategist interpellati da Bloomberg. Nel frattempo quattro delle prime cinque posizioni del ranking delle performance, sono occupate da altrettante borse emergenti.

Sostenuto dall’esito positivo del primo round commerciale fra Stati Uniti e Cina, da un’estensione della ripresa economica globale al 56% degli stati al mondo, e da una buona partenza della stagione dei profitti; il mercato azionario consegue nuovi massimi assoluti, manifestando la volontà di proseguire le imprese che hanno reso felici gli investitori nel 2019.

Oggi, alle 9.15, pubblicheremo il 2020 Yearly Outlook: in ben 195 pagine – foliazione record per un rapporto pur da sempre prodigio di contenuti – mostreremo le prospettive, le linee guide, le strategie, gli obiettivi di prezzo e i mercati da inserire in portafoglio (nonché quelli da evitare) per i prossimi dodici mesi. Ne raccomandiamo la lettura.

Nelle ultime ore si parla non poco di sentiment, sebbene come spesso occorre in modo strumentale. L’attenzione è puntata sulla copertina di Barron’s, che celebra l’imminente conseguimento della mitica quota 30.000 punti da parte del Dow Jones. La circostanza ricorda quando fu pubblicata la copertina “Dow 20.000”: a dicembre 2016, a giochi ormai fatti, quando la cifra tonda era già raggiunta. Il Magazine Cover Indicator fa scattare lugubri segnali di vendita quando questi media si cimentano non in certificazioin del presente, bensì in previsioni avventate: come quando, a fine 1999, uscì il famigerato libro “Dow 36.000”, che costituì il bacio della morte del bull market.

Un sentiment tutt’altro che esuberante è testimoniato dal fatto che, dopo meno di tre settimane, il target per il 2020 sia stato conseguito per ben 9 dei 23 strategist di cui Bloomberg ha raccolto la previsione per quest’anno. Il superamento agevole della pur impegnativa resistenza attorno a 3250 punti – il nostro target per il 2019 – mette lo S&P500 in una condizione agevole: al solito, l’onere della prova spetta ai ribassisti. I Tori possano restare tranquilli finché tiene questa ex resistenza adesso supporto.

Lo Stoxx600 è partito con il piede giusto, ma già paga un punto percentuale di performance allo S&P500. Ad ogni modo, giusto per fornire un’idea delle tematiche del 2020, quattro delle prime cinque posizioni del ranking delle performance 2020, sono occupati da altrettante borse emergenti: Russia, Messico, Corea e Hong Kong. Australia seconda è la conferma della ripresa in Cina, la Svezia settima dietro lo S&P500 non è per noi alcuna sorpresa. Il Canada che segue, è stato indicato fra le possibili sorprese del decennio.