Sei mesi fa la previsione clamorosa di un rialzo basato su un raro setup. Oggi la storia si ripete: il FTSE MIB ha inanellato una sequenza di ben 14 "candele bianche" nelle ultime tre settimane. Cosa è successo a Piazza Affari in passato in circostanze analoghe?

Possiamo dire, senza timore di apparire retorici, che il mercato azionario italiano sta facendo la storia. Ci siamo già soffermati sulla performance conseguita nelle ultime tre settimane, pur con pochissimi eguali negli ultimi decenni, per la felicità degli investitori (a giudicare dall’elevato livello toccato dal Greed Index): perlomeno coloro che sul mercato sono investiti.
Un aspetto a nostro parere però più intrigante, consiste nella sistematica capacità di chiudere oltre i livelli di apertura: gli investitori si affacciano sul parterre (metaforicamente parlando), apprezzano ciò che vedono, ed investono ulteriore denaro. Una manifestazione da salutare con favore; un efficace sebbene rudimentale trading system: si compra in apertura, e si liquida a fine giornata. Ma c’è dell’altro.
Una sequenza di ben 14 “candele bianche” in 15 sedute, sul FTSE MIB (Future) non è mai stata registrata, dal 2004 ad oggi. Mai. Questo, a testimonianza dell’eccezionalità del momento. Comprensibile sgomento e frustrazione degli investitori rimasti a guardare. Ma se abbassassimo di una tacca l’asticella, noteremmo uno schema: una sequenza di 13 candele bianche nell’arco di tre settimane è stata registrata in un numero sufficiente di occasioni da consentire riflessioni strategiche: il Rapporto Giornaliero di oggi mostra in maniera incontestabile cosa occorso a Piazza Affari nei mesi successivi a questo raro setup. Gli investitori prendano nota.
Che il mercato fosse destinato a brillare, è stato suggerito esattamente sei mesi fa, quando commentammo, non senza stupore, gli effetti a media scadenza di un raro setup basato su una successione di saldi giornalieri superiore al +3%, e poi inferiore al -2%. Il tempo è stato galantuomo: ancora qualche punto percentuale e conseguiremo un obiettivo che a maggio appariva più improbabile che ambizioso.
Wall Street nel frattempo tira il fiato. La seduta di ieri è sembrata speculare rispetto a mercoledì, con un inizio fiacco ed una chiusura incoraggiante. Ciò sottolinea l’inconsistenza di previsioni basate su una sola seduta. Rimane l’attesa di un picco imminente, destinato ad essere seguito da uno storno fino alla prima settimana di dicembre: lo propone il confronto con il 1980; un anno ignorato da tutti nelle previsioni. Meglio così: in chiave contrarian apprezziamo quando al contrario sono tirati in ballo (ricordate?) annate dall’esito funesto...