Si approssima l'appuntamento dell'Outlook di metà anno.

Quando vedo sedute disastrose come quella di oggi, con gli investitori fra lo smarrito ed il pietrificato, in cerca di appigli che giustifichino una posizione che i fatti condannano come insostenibile ed insensata; ringrazio il nostro modello di asset allocation che a novembre, dopo dodici mesi di sfacciato overweight, suggerì un disimpegno progressivo dal mercato azionario, fino al sottopeso maturato un mese prima della guerra in Ucraina, ed alla sostanziale piena uscita dall'Equity un mese fa (allocazione per la prima volta inferiore al 20%; come a dicembre 2000 e gennaio 2008).

Ma poi mi sovviene il tema dominante dell'Outlook di inizio anno, e quella scelta dirompente proposta sin dalla prima pagina: una Wall Street che sbandava a partire dalla sua insegna più illustre, e mi convinco ancora una volta che l'arte di prevedere l'andamento dei mercati, sarebbe esercizio puramente esoterico, se non accompagnata da un rigoroso impiego di strumenti quantitativi e privi di ogni condizionamento soggettivo.

Ci accingiamo a mettere mano all'Outlook per il secondo semestre, che come sempre sarà consegnato ad investitori sofisticati, consulenti finanziari e gestori di portafoglio fra poche settimane; da un lato con orgoglio per l'ottimo lavoro svolto in questi sei mesi, dall'altro con la consapevolezza delle aspettative sempre più elevate che suscitano il nostro lavoro.

Fra pochi giorni la mia presenza qui si diraderà. Il compito che mi attende sarà cogente e pressante come non mai. La posta in gioco è elevatissima e le domande che emergono richiedono una risposta ponderata ed illuminante.

Sarà una fatica titanica, come non mai. Ma, ne sono sicuro, ancora una volta riusciremo a fornire le risposte attese. Con scrupolosa oggettività e cristallina onesta.