Quale dei due modelli economici è preferibile per l'Italia?

Un divertente confronto macroeconomico
 
Una è un'economia mediterannea, ha adottato vent'anni fa l'euro, nel 2012 ha chiesto e ottenuto l'assistenza finanziaria della troika (FMI, UE, BCE).
Ha un rapporto fra debito e PIL al 97%.
L'altro «ha una propria moneta e una propria banca centrale», come sospirano i nostalgici della liretta. Ha ancora notevoli rigidità nell'accettare i flussi immigratori. In rapporto al PIL ha espanso il bilancio della banca centrale stampando moneta (QE) più di Fed, BCE e BoE messe assieme.
Ciononostante, la prima ha conosciuto dalla fine del 2013 ad oggi un boom economico e, a monte, di investimenti e produttività. Ha visto decollare i consumi, crescere l'occupazione e la produzione industriale. Nonostante l'euro. O più probabilmente grazie all'euro.
Il secondo ha visto ristagnare la produttività, contrarsi la produzione industriale, frenare la spesa per consumi e le esportazioni; ed è cresciuto di 1/3 in meno di sei anni rispetto alla prima. Nel frattempo il debito pubblico è salito al 235% del PIL. Potesse, chiederebbe domani mattina di entrare nell'euro.
C'é ancora gente in Italia che in buona fede crede che sia meglio fare come il Giappone, che non come la Spagna.