Una sfida impegnativa per consulenti ed analisti finanziari.

Si preannunciano anni duri, per la generazione Z: coloro che sostanzialmente hanno appena terminato gli studi, e si apprestano ad entrare nel mondo del lavoro. Gli attuali 25enni, insomma.

Secondo una ricerca di Credit Suisse, riportata dal settimanale The Economist, una allocazione 70/30 in azioni/reddito fisso, al netto dell'inflazione genererà ritorni annualizzati non superiori al 2.0%: questo soprattuto grazie alla componente Equity, con il reddito fisso che negli anni a venire produrrà ritorni negativi.

Si tratta di una performance annualizzata, pari a meno di un terzo dei risultati messi a segno dai baby boomer (nati fra il 1946 ed il 1964). Persino i Millenial hanno conseguito ritorni comparativamente strabilianti, al pari della mia generazione (nati fra il 1965 ed il 1980).

Queste proiezioni generano sfide impegnative: per le famiglie che si vanno costituendo, per i consulenti finanziari chiamati a pianificare le scelte di investimento di lungo periodo; e per gli analisti finanziari come me, incaricati di fornire ad entrambi le soluzioni di investimento più sensato in ottica strategica, alle condizioni ottimali di rischio.