La Polonia ha nel mirino il Regno Unito, e fa molto meglio della Germania.
Fra pochi mesi sarà scritto un nuovo capitolo di una entusiasmante storia.
La crisi finanziaria del 2008, e la scelta scellerata referendaria del 2016, hanno pesantemente zavorrato il tasso di crescita del Regno Unito, fino ad allora pimpante.
Viceversa la Polonia rappresenta l'esempio perfetto del supporto finanziario e istituzionale offerto dall'Unione Europea nei lustri passati. All'85.8% nel 2024, il prodotto interno lordo per abitante di Varsavia è ormai prossimo a quello di Londra, in termini opportunamente "PPP" per tenere conto dei differenti costi della vita.
Ad inizio secolo il reddito per abitante della Polonia era appena il 43%. In 24 anni è raddoppiato e, secondo alcune proiezioni, già alla fine di quest'anno si consumerà un sorpasso a dir poco clamoroso: se si considera che Varsavia è ancora considerata un'economia emergente, laddova Londra fino a non molti decenni fa condivideva con gli USA lo status di fornitrice di divisa di riserva.
Nell'Outlook di inizio anno abbiamo raccomandato agli investitori la borsa di Varsavia, preferendola alla vicina piazza di Francoforte (pagina 158):
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La Polonia destina alla Germania un quarto del suo Export. Ad ottobre il Fondo Monetario ha stimato per Varsavia una crescita nel 2026 del 3.1%. Ma di recente il governo locale ha sfornato stime ancora più ottimistiche: +3.7% nell’anno appena incominciato, con un tasso di disoccupazione atteso ad un nuovo minimo storico inferiore al 3.0%. Chi teme che la burocrazia tedesca, la lentezza del legislatore in tradurre atti concreti le discussioni del Bundestag, la stagnazione demografica e l’aumento dei costi operativi possano frenare gli slanci riformisti della Germania; a pochi chilometri di distanza dispone del manifesto vivente di un successo economico concepito e promosso dall’Unione Europea negli anni passati.
Negli ultimi cinque anni la produttività del lavoro ha ristagnato in Germania: -0.3% per anno. In Polonia la crescita ha svettato oltre il 3.4% all’anno. È una dinamica che alimenta le potenzialità dell’economia, e che spiega magistralmente il maggiore ottimismo manifestato dalle imprese locali. Il fattore politico esprime ancora instabilità, ma i multipli di mercato appaiono ancor più invitanti di quelli espressi dalla piazza di Francoforte.
La borsa di Varsavia ha impiegato del tempo a realizzare le proprie potenzialità, ma il 2025 ha fatto registrare un cambio di atteggiamento da parte degli operatori, con le quotazioni locali che hanno finalmente assunto la leadership, dopo oltre due lustri di indebolimento relativo. Alla luce dei dati macro e degli indicatori di fiducia comparati, è legittimo ritenere che il processo di rilancio del listino locale rispetto all’indice DAX, sia ancora agli inizi.
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Viviamo tempi interessanti...