L'Outlook di gennaio ha predetto l'andamento di Wall Street.
Nel lavorare all'Outlook sui mercati per il secondo semestre, notavo come la proiezione formulata ad inizio anno per l'indice S&P500, sia stata ben rispettata, con una chiusura al giro di boa a 7.500 punti: a metà strada fra il base case scenario a quota 7.246 e il best case scenario a 7.630.
Si poteva essere più precisi? certamente. Ma tenuto conto delle innumerevoli insidie lungo il cammino degli ultimi sei mesi - fra minacciata invasione del territorio di un membro NATO da parte degli Stati Uniti, rovesciamento di Maduro in Venezuela, ribaltamento delle aspettative sui tassi di interesse, Citrini report, guerra nel Golfo Persico, boom del petrolio e cambio della guardia al vertice della Federal Reserve - tendo ad essere soddisfatto.
Ora si tratta di delineare le strategie per il secondo semestre. Wall Street non riesce a conseguire la doppia cifra percentuale da inizio anno, ma la stragrande maggioranza dei listini azionari guadagnano in questo 2026, mentre il reddito fisso risente dell'accantonato proposito di taglio dei tassi, e l'oro è in caduta libera da quando Trump il 30 gennaio ha indicato Kevin Warsh come successore di Jerome Powell.
Saranno sei mesi ancora una volta gratificanti per gli investitori che non si lasceranno condizionare dal rumore esogeno, e che saranno guidati nelle loro strategie da un esame rigorosamente oggettivo del quadro macroeconomico e finanziario, questo è certo.
Restate sintonizzati!