In più di dieci anni, il Price/Earnings dello S&P500 è salito di appena 1 punto.

Adesso si scopre che le banche centrali immettono liquidità.

Come se fosse una notizia, e non un fenomeno in essere da più di dieci anni.

E si lamenta la disconnessione fra mercato azionario e fondamentali.

Sicuri?

Fatti pari a 100 gli EPS operativi (linea rossa nella figura) e lo S&P500 (linea blue) al 31 marzo 2009, si scopre che oggi sono praticamente allineati, e che si sono mossi all'unisono per tutti gli ultimi dieci anni e mezzo.

A dirla tutta, c'é uno scostamento del 21% a favore dell'Equity.

Ma non è che a fine 2017, quando il gap raggiunse il 45%, ci si stracciò le vesti nel denunciare l'orrenda sopravvalutazione di Wall Street.

Se oggi il mercato è sopravvalutato per questo gap positivo, come mai a fine 2018 non lo si raccomandava come sottovalutato, in virtù di uno sconto fondamentale del 39%?

Fatti pari a 100 i valori di marzo 2009, Wall Street è salita a 391, gli EPS si sono fermati a 370. La differenza, è espansione dei multipli (Price/Earnings); virtualmente nulla: da 18.6 a 19.6 volte.

L'espansione più moderata di tutti i bull market post-bellici. Alla faccia della bolla.