Balzo oltre le aspettative del deflattore del PIL USA nel Q1.

A proposito della "temporaneità" dell'aumento dei prezzi al consumo USA; il deflattore implicito del PIL ha conseguito nel primo trimestre una variazione annualizzata del +4.1%.

È la dinamica più robusta dal 1990.

Il gap rispetto al core PCED è spiegato dai prezzi alla produzione e dall'andamento delle commodity: lo spread attestandosi ora ai livelli più elevati dal 2006.

I contratti di cap&floor sul CPI, base 2.50%, ritengono acquisito questo livello di inflazione per i prossimi dieci anni. Si lavora ad un pavimento del 3.0% (1 probabilità su 3).

Ieri il tasso breakeven a 10 anni si è spinto a 242.5 punti base: il massimo degli ultimi otto anni. Con i rendimenti nominali che tornano a correlarsi alle aspettative inflazionistiche, e non più ai tassi reali (come occorso per buona parte degli ultimi due mesi).

Sarà arduo, per Powell, cambiare rotta; se ad un certo punto la Fed dovesse realizzare che la maggiore inflazione non è un fenomeno puramente temporaneo.