Boom dell'Export di BYD.
I prezzi dei carburanti restano sostenuti, per via della persistente chiusura dello Stretto di Hormuz. Questo è il catalizzatore, ma ciò che conta per le auto è la domanda di mercato. I prezzi sostenuti della benzina riscrivono la convenienza dei veicoli elettrici (EV), nel momento in cui la Cina sta inondando il mercato con veicoli dal prezzo irresistibile. Gli Stati Uniti sono rimasti finora immunizzati all'invasione, fino a quando il Canada ha compiuto una mossa strategica che cambia il mercato.
La BYD ha esportato 240 mila veicoli nel 2023, 420 mila nel 2024 e un milione lo scorso anno. Quest'anno dovrebbe raggiungere quota 1.5, per una espansione superiore a 6 volte in tre anni. La società cinese è divenuta leader mondiale negli EV con 2.6 milioni di auto vendute, e il mercato azionario ne premia le strategie: Ford capitalizza in borsa 50 miliardi di dollari. BYD, oltre 1 trilione di dollari.
L'Export cinese di auto elettriche ha raggiunto i 70 miliardi di dollari nel 2025: il 40% in Europa, il 26% in Asia, il 13% in America Latina, l'11% in Medio Oriente e il 5% in Oceania. Negli Stati Uniti è destinato appena il 3% dell'output, grazie alla barriera opposta dai dazi doganali, non certo per l'assenza di domanda. Ma la quota è destinata ora a crescere.
Toronto ha tagliato i dazi sugli EV cinesi a gennaio dal 100 al 6.1%, in cambio di moderazione da parte di Pechino sulle importazioni di colza, aragosta, granchio e piselli. L'intesa prevede la crescita dell'Export cinese in Nord America, e la creazione di una joint ventures in Canada. BYD sta valutando la creazione di un impianto produttivo, o l'acquisizione di un produttore locale.