Vistoso balzo del pessimismo dei gestori a marzo.

Come nello scontro fra Rocky Balboa e Ivan Drago, fa male fin quando non fa male.

Dopo aver manifestato una fisiologica correlazione negativa rispetto ai prezzi del petrolio, le quotazioni dello S&P500 nelle ultime sedute sembrano disinteressarsene. Forse perché assuefattesi, forse per il conseguimento del culmine della derivata prima (ciò che tende sempre a contare in borsa) del WTI.

Nel frattempo il sondaggio mensile di Bank of America rivela un vistoso balzo del pessimismo dei money manager, con gli asset parcheggiati in liquidità che schizzano dal 3.4 al 4.3%: la crescita più consistente da aprile 2020.