Volano gli utili delle compagnie americane nel Q1. Inevitabile il boom di borsa.
Si comprende bene come gli investitori abbiano voltato le spalle ad una lacunosa e tardiva analisi fondamentale, preferendo la sobrietà oggettiva dell'approccio quantitativo all'investimento in borsa.
Ad inizio marzo la comunità degli analisti interpellati da FactSet suggeriva un'espansione degli EPS operativi dell'11% nel Q1 rispetto ad un anno fa. Siamo ormai a due terzi della earnings season e il monte utili delle compagnie dello S&P500 è in lievitazione del 26% in dodici mesi, Nvidia non ha ancora riportato, e tutte le stime per i successivi tre quarti dell'anno sono state riviste verso l'alto.
Come è possibile che non abbiano previsto una lievitazione simile della bottom line dei bilanci?
Eclatante il caso delle memory stock. Nel giorno in cui Samsung entra nel club ristretto delle società globali da oltre 1 trilioni di dollari di capitalizzazione, dopo il +12% messo a segno oggi, le sei compagnie del settore (oltre a Samsung, SK Hynix, non quotate negli Stati Uniti; abbiamo Micron, Seagate, Western Digital e SanDisk) hanno contabilizzato utili operativi per complessivi 88 miliardi di dollari: +140% rispetto ad appena tre mesi prima, +584% rispetto ad un anno fa. Una progressione che addirittura eclissa la dinamica di un gigante riconosciuto come Nvidia, e verosimilmente nei prossimi trimestri la crescita si farà ancora più impressionante. Ancora una volta, è lecito chiedere: come è possibile che chi studia tutte le pieghe dei bilanci, non abbia minimamente anticipato tale boom?
L'aspetto paradossale della vicenda è che, a fronte di un indice delle società del settore passato in un anno a 175 a 1500 punti, i fondamentali per quanto detto sono tutt'altro che stressati: il Price/Earnings forward di "MU" è di poco superiore a 6 volte, mentre il P/E mediano delle quattro compagnie USA citate è inferiore a 19x. Addirittura più contenuto di quello del mercato nel suo complesso, nonostante un boom che ha gratificato gli investitori che non si sono lasciati persuadere dal rumore di fondo e dal contesto esogeno, e che hanno prestato poco credito ai consigli non richiesti degli "esperti" dei periodici finanziari e dei social popolari.