Si può invidiare un PIL procapite pari ad 1/4 di quello italiano?

All'inizio degli anni Sessanta il reddito pro capite* in #Argentina era quasi la metà di quello italiano. Aveva ancora un senso per i nostri connazionali cercare fortuna in Sudamerica.
Con il passare dei decenni, e l'incalzare del neoliberismo 🤣 il tenore di vita si è andato progressivamente riducendo.
Nel 2002, fatto pari a 100 il reddito medio di un italiano, l'equivalente argentino era pari a meno di 1/5.
Poi è sopraggiunto il fortunoso boom dei #cereali, di cui l'Argentina è leader mondiale nella produzione e nella esportazione (soia, mais e grano in particolare), a raddrizzare la situazione di bilancia dei pagamenti e di reddito.
Incoraggiato dal flusso di valuta pregiata in entrata, i politici locali sono tornati agli antichi fasti: tornando a spingere sul fronte della spesa pubblica: passata dai 70 miliardi di peso del 2010 ai 105 miliardi del 2017. Soliti antichi vizi di finanziare in #deficit il consenso elettorale: il disavanzo di bilancio pubblico nel quadriennio 2014-17 è stato pari al 5.4% del PIL.
Conseguenza: economia in #recessione dal secondo trimestre 2018, e confronto fra i rispettivi PIL procapite tornato già dal 2014 ad arridere all'Italia. Da un picco del 31.7% del 2013, siamo scesi quest'anno al 27.8%.
Come questo sciagurato paese possa essere additato ad esempio da taluni ingenui connazionali, sfugge alla mia comprensione.

* PIL pro-capite in dollari del 2010. Dati non destagionalizzati.