Consulenti finanziari ed investitori evoluti hanno goduto di un enorme vantaggio.

Il nostro Outlook per il secondo semestre è stato pubblicato il 14 luglio.

Ma il capitolo sull'Italia è stato scritto una settimana prima, e concepito a giugno.

Sin da allora avevamo le idee molto chiare su cosa stesse succedendo e cosa ci aspettasse. Fummo tutti persuasi nella scelta di un titolo tanto infausto quanto perentorio ("L'Italia è ai titoli di coda"): maturato in tempi non sospetti, ma partorito sulla scia di una impostazione strategica elaborata sin dall'Outlook di inizio anno.

Ecco perché il crollo di Piazza Affari di questo 2022 ci rattrista ma non ci sorprende: era tutto scritto, documentato e anticipato.

Peggio ancora: abbiamo scritto il copione per i prossimi dieci anni, ancora una volta con dovizia di particolari, rigore analitico e senza condizionamenti soggettivi.

Abbiamo svolto un buon lavoro, e ci rallegra che i lettori in questi mesi ce ne abbiano dato atto.