Le conseguenze dell'affidare la stampa di moneta ai politici

Qual è la causa dell'ennesimo fallimento dell'Argentina?
eccola qua: lo stupro della propria moneta. Stupro ed incesto, dunque.
Il governo pensa bene di risolvere i problemi stampando sempre più denaro (certi stati africani possono fregiarsi del poco invidiabile merito di aver insegnato quest'arte truffaldina a tutto il mondo...), con cui finanziare non di rado gli eserciti che ne garantiscono il ferreo mantenimento del potere; talatra un bel po' di spesa assistenzialistica e paternalistica.
Ma stampare moneta senza regole è come rubare: la prima volta lo fai per necessità, la seconda volta perché ci provi giusto, indi perdi il senso della misura. Se ti va bene, perché limitarti?
Finisce che si stampa moneta pensando di aver risolto i problemi dell'universo, e alla fine distruggi la moneta. E, con essa, l'economia e una intera nazione. Alla fine il popolo dimostra di essere più razionale del populista al potere, liberandosi alla svelta della moneta svilita: la crescita delle banconote stampate va di pari passo con la crescita di monete necessarie per comprare divisa pregiata (ma anche non), in un avvitamento che provoca un unico effetto: l'illusione di benessere da moneta per tutti presto scompare, rimpiazzata dall'impoverimento generale: relativo e assoluto.
L'Argentina un secolo fa era fra le potenze economiche mondiali, cinquant'anni fa era ancora una economia forte e in salute. Poi sono arrivati i peronisti, i populisti - sapientemente esportati in certi staterelli d'Europa per ridurre la pressione interna - e il pueblo è stato ridotto alla fame e alla prostrazione. Ironia del destino, in una nazione che "vanta" una propria moneta e una propria banca centrale.
Buenos Aires ha indicato la strada; la Turchia di Erdogan ha seguito un analogo percorso, procedendo verso il medesimo baratro.
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