Contraccolpi gravi per un settore globalmente nevralgico dell'economia.

Stamattina sul Rapporto Giornaliero ci siamo soffermati sul litio.

Perché sul litio?

perché dopo l'exploit del petrolio e del gas naturale, nel ranking per performance delle principali materie prime industriali, viene l'elemento chimico che segue l'idrogeno nel primo gruppo della tavola periodica degli elementi.

E perché il litio è così importante?

certo per le batterie dei nostri smartphone e per le auto elettriche...

...ma soprattutto perché è una materia prima essenziale nella produzione dei semiconduttori!

E qui entra nella discussione il conflitto in Medio Oriente. Perché poche ore fa il regime iraniano ha colpito lo stabilimento di Ras Laffan, nel Qatar, dove si ottiene il litio come sottoprodotto del gas naturale liquefatto (LNG).

L'attacco con i droni di Teheran ha d'un tratto portato via il 34% della produzione mondiale di litio. Il Qatar è (era) secondo produttore, dopo gli Stati Uniti (44% dell'output globale) e molto prima di Russia (9.7%), Algeria (5.9%) e altri produttori minori.

L'equazione è semplice: niente elio, niente semiconduttori. Non lo si può ottenere per altro verso, e non esistono riserve strategiche di elio. E gli Stati Uniti non possono incrementare a loro piacimento la produzione, per sopperire all'offerta qatariota d'un tratto venuta completamente meno.

Questo vuol dire che i produttori mondiali di chip dovranno centellinare la materia prima, che sarà destinata verosimilmente a favore delle memorie dove si ottengono i margini più elevati (quelle dedicate all'IA), a discapito delle altre destinazioni: dove si intensificherà ancor di più un effetto scarsità che per esempio ha visto moltiplicarsi per cinque volte dal 2023 alla fine del 2025 il prezzo delle DRAM e delle memorie NAND.