Rispetto a maggio, ora sulle scadenze a 2 anni paghiamo più dell'1,10%, e il 3,15% sui dieci anni. Sembra poco, ma non lo è, se consideriamo che un punto di più pagato sui dieci anni equivale a maggiore spesa per interessi pari a circa 15 miliardi di euro all'anno.

La "curva dei rendimenti" in Italia, alla vigilia della pubblicazione del "contratto di governo" dell'attuale coalizione a Palazzo Chigi, e venerdì sera.
A metà maggio, il Tesoro godeva di tale fiducia, da pagare ZERO interessi ai creditori, per prestiti fino a due anni. Anzi, addirittura "i mercati" erano disposti a pagare qualcosina, per godere del privilegio di prestare denaro alla repubblica italiana.

Rispetto a maggio, ora sulle scadenze a 2 anni paghiamo più dell'1,10%, e il 3,15% sui dieci anni. Sembra poco, ma non lo è, se consideriamo che un punto di più pagato sui dieci anni equivale a maggiore spesa per interessi pari a circa 15 miliardi di euro all'anno.

Per la cronaca, la Spagna gode tuttora di enorme credito, al punto da corrispondere un rendimento negativo fino a 3 anni (i creditori pagano Madrid per accettarne le cambiali), e un rendimento infimo dell'1,50% per prestiti a dieci anni.