Secondo Banca d'Italia, la contrazione negli ultimi sette mesi è la peggiore dal 1998.

In sette mesi (dal 31 maggio al 31 dicembre 2018) il credito alle imprese è crollato del 7.3%.
Dati Banca d'Italia resi noti questa mattina.
Si tratta della contrazione più marcata perlomeno degli ultimi 20 anni su questo arco di tempo.
Il credit crunch prosegue speditamente. Poche settimane fa le banche italiane hanno evidenziato un restringimento degli standard di accesso al credito. Ovvio: se il "prezzo" (tassi di interesse) non tiene conto appieno della mutata rischiosità dei prenditori - di fatto le banche nazionali praticano "tassi tedeschi" e non italiani - se ne riduce l'offerta. Se costringi i panifici a vendere il pane a prezzo politico, i forni restaeranno chiusi.
La figura evidenzia il deterioramento del credito erogato alle imprese a partire dall'ufficializzazione, a metà maggio, del cosiddetto "contratto di governo". Sensibili il tonfo di dicembre.
Non sorprende, visti questi dati, che il minor credito stia riducendo l'attività produttiva, avendo in precedenza deteriorato gravemente le aspettative delle imprese e a ruota i PMI manifatturieri. La recessione è ancora agli inizi.
In compenso, però, abbiamo raggiunto livelli di autosufficienza, e possiamo iniziare ad esportare un prodotto nazionale di cui disponiamo in abbondanza: le chiacchiere.