Dipende dallo stato di salute finanziaria (leggasi: indebitamento) delle famiglie.

Mi ha colpito dell'ultimo rapporto trimestrale della Federal Reserve sulla condizione finanziaria e patrimoniale delle famiglie americane, il livello dell'indebitamento complessivo raggiunto alla fine dello scorso anno.

In particolare il rapporto fra esposizione debitoria complessiva e prodotto interno lordo - il cosiddetto leverage finanziario - è sceso ad un nuovo minimo secolare al 69.9%.

Tutti ricordiamo ancora il doloroso, caotico, disordinato e spesso tutt'altro che virtuoso deleveraging occorso dopo il 2008: quando la crisi economica spinse le famiglie americane ad accantonare reddito, tagliando drasticamente i consumi e contribuendo ad alimentare la recessione.

La situazione ora è diametralmente opposta: mentre nel 2008 il rapporto fra indebitamento e PIL si collocava sui massimi assoluti, al contrario oggi il leverage è sceso ai minimi degli ultimi cinquant'anni. Le famiglie sono poco indebitate in termini relativi: questo il governo federale lo sa, e spinge affinché l'apporto alla crescita economica si sposti ora da un settore pubblico in vistoso affanno fiscale, ad un settore privato tirato a lucido.

Soprattutto, con la prossima recessione ciclica non si percepirà il bisogno di ricorrere al risparmio precauzionale: non lo impone una struttura patrimoniale dove il rapporto fra attivi e passività si colloca a livelli che nel 2008 le autorità potevano soltanto sognare. Questo non precluderà un fisiologico aggiustamento dopo ormai sei anni di espansione; ma ne conterrà profondità e durata.

Viviamo tempi interessanti...