Una strategia molto popolare fra gli hedge fund, basata sulla volatilità.
Uno dei trade fra gli hedge fund più popolari in un anno che sta facendo riscoprire agli investitori la capacità di generare alfa, è il cosiddetto dispersion trade.
Fondamentalmente, si tratta di sfruttare il (crescente) disallineamento fra la volatilità delle singole azioni e la volatilità di un basket di titoli o di un intero indice.
Il fenomeno risulta particolarmente accentuato negli ultimi sei anni, al punto che il CBOE ha battezzato un nuovo misuratore di volatilità: lo S&P500 Constituents Volatility Index (VIXEQ), da compararsi opportunamente con il VIX.
Come mostra la figura, ben nota ai lettori del Rapporto Giornaliero, la differenza fra VIXEQ e volatilità dello S&P500 va crescendo sistematicamente da marzo 2020, dopo una stagnazione nell'epoca precedente.
Oggi lo spread ammonta a 22 punti. Qualche giorno fa la differenza fra la volatilità delle azioni dell'Eurostoxx50 e quella dell'indice, ha addirittura superato i 30 punti: si tratta della seconda spike più consistente dal 2009.
Questo fenomeno, ancora poco noto al grande pubblico, testimonia come la volatilità sia ben presente. Soltanto, non nei contesti visibili ai più. D'altro canto, nessuno ha detto che investire sui mercati finanziari sia una passeggiata...