La ricetta è semplice. E, ovviamente, opposta a quella che si sta intraprendendo.

Se in Italia il tasso di occupazione degli ultra55enni fosse portato ai livelli della Nuova Zelanda, si produrrebbe una spinta impressionante dell'economia, misurabile in più del 16% del PIL.
Proprio così: un boom economico senza precedenti.
Ma noi, che siamo più furbi del resto del mondo, i 55enni li prepensioniamo, anziché persuaderli a restare al lavoro, come si fa nel resto del mondo.
 
In NZ il tasso di occupazione della fascia di popolazione 55-64 anni è del 78.5%. Si tratta del livello più elevato fra i paesi industrializzati. Banalmente, si direbbe che in NZ si vive bene e le persone mature restano al lavoro più tempo.

In Italia, lo stesso dato si attesta mestamente al 53.9%.

Quasi 25 punti percentuali in meno.

Se in Italia la popolazione matura ma non anziana fosse più attiva, ai livelli neozelandesi (ma non solo. Ad esempio, lo stesso tasso di occupazione è pari al 71.5% in Germania), la crescita della forza lavoro comporterebbe un aumento del tasso potenziale di crescita dell'economia, con effetti a cascata sulla crescita effettiva di lungo periodo del PIL.