È il paradosso prodotto dai bear market.

Il paradosso dei #bear market è che scendono le quotazioni; ma scendono anche i #profitti aziendali: di conseguenza i multipli faticano a ridimensionarsi adeguatamente.

Sulla base delle stime pubblicate da #GoldmanSachs (terza revisione in un mese!) il monte utili delle compagnie dello S&P500 al 30 giugno scenderebbe a 93 dollari; a 92 dollari alla fine del terzo trimestre.

Ad indice invariato, ciò comporterebbe un #PriceEarnings a 26.3 volte al 30 giugno, a 26.5 volte al 30 settembre. Siamo su massimi pluriennali.

Mi aspetterei, da parte di coloro che negli anni passati hanno giustificato il disimpegno dal mercato azionario sulla scorta di multipli surriscaldati, che si urli il GET OUT davanti alla prospettiva di un mercato in bolla fondamentale.

A meno che si prenda per buona la stima formulata da GS per il terzo (33$) e soprattutto per il quarto trimestre #EPSS a 53$), nel qual caso il P/E convergerebbe verso le 22 volte: un multiplo sempre oltraggiosamente elevato, lontano dai livelli compressi di inizio anno, quando si collocava ai minimi degli ultimi sei anni (ah! questi fondamentali!...); ma di questi tempi, si sa, non si va tanto per il sottile...