…la figura della protagonista, Penelope, una donna bambina in procinto di affacciarsi alla vita e lasciarsene travolgere;
…la storia d’amore tra Penelope e Harry, impercettibile, nascosta quasi a loro stessi timorosi di abbandonarsi a qualcosa che non credono reale, possibile;
…l’intraprendenza, la modernità della vulcanica e un po’ grossé Charlotte;
…nel personaggio di lady Fallace, la descrizione di un amore consumato dal dolore, dal ricordo, dall’assenza, quello vissuto per una sola breve stagione della vita e sempre rimpianto;
…l’ombra pesante di Milton Magna Hall e di quel che cela;
…il nugolo di piccoli e grandi personaggi intorno a cui ruota la storia: inglesi snob, ricchi americani malvisti per l’ostentazione della ricchezza e la loro aria di salvatori, ragazze in cerca di marito, una vecchia zia con un passato da romanzo, un produttore cinematografico elegante che sembra saper tutto sulla vita, una viziata americana incerta sull’uomo da sposare;
…la narrazione in prima persona briosa ed elegante;
…nel romanzo della Rice c’è la Londra del secondo dopoguerra in bilico tra passato e presente, nobiltà squattrinata travolta da una modernità che ha il volto sfrontato dei teddy bear e si muove al tempo del rock seppure non riesca ad abituarsi alle notti nei fumosi locali jazz.