Sono sei anni che gli investitori vengono bersagliati da tutte le possibili notizie atte a scoraggiamento, e per strada molti potenziali milionari hanno desistito. Il mercato azionario è fatto per scoraggiare la maggior parte degli investitori. Continua...
La stagione delle trimestrali prosegue a gonfie vele: quando hanno riportato poco più di 700 compagnie, ben il 78% ha battuto le stime esigenti di profitto della vigilia, e il 74% ha superato le previsioni di ricavo. Impressionante la guidance. Continua...
Non c’era motivo per deprimersi per i ridimensionamenti dei giorni passati, non c’è motivo per esaltarsi per il rimbalzo di ieri. Dopo la chiusura della finestra stagionale favorevole, i mercati azionari sono entrati in modalità consolidamento. Continua...
Wall Street dimostra di apprezzare il nuovo corso della politica monetaria americana, con lo S&P500 che nella versione equiponderata sale ad un nuovo massimo storico: favorito dalla rotazione settoriale che penalizza ancor il Tech.
Permane la cautela alla vigilia di una seduta cruciale. Lo S&P500 chiude in marginale territorio positivo, sospinto dalla maggior parte delle azioni: con un rapporto fra rialzi e ribassi superiore a 2 volte, l’indice equiponderato concede il lusso di chiudere addirittura ad un nuovo massimo storico.
Ancora una volta i realizzi si soffermano sul settore tecnologico, con l’NDX che cede più di un punto percentuale, e con i semiconduttori in ulteriore calo del 4.5% dopo essere arrivato a perdere il 6.5%. Ancora una volta le Magnifiche Sette si muovono in controtendenza.
Si conferma dunque la rotazione settoriale segnalata a suo tempo, con memory stock e “semi” che hanno ceduto la leadership a favore delle Mag7, e con il Growth a sua volta in sottoperformance rispetto al Value. A partire da stasera riporteranno i conti “MAMA” (Microsoft, Apple, Meta Platforms e Amazon): giusto un paio d’ore dopo il pronunciamento del FOMC.
Raramente è stata sperimentata un’incertezza maggiore nelle sedute che hanno preceduto la riunione del braccio operativo della Federal Reserve. Dopo la fine ufficiale della crisi finanziaria a metà 2009 il FOMC si è riunito 135 volte, ed in sole 4 occasioni la probabilità di intervento sui tassi è stata compresa fra il 33 e il 66%, come accade in queste ore. Di solito il giorno prima i giochi sono fatti. Ma questa è una precisa caratteristica della Fed di Warsh: dove l’unica certezza è l’incertezza dell’esito, con 11 banchieri centrali che agiscono autonomamente, in piena indipendenza rispetto alle prescrizioni del Chairman: che anzi ora incoraggia apertamente le lotte in famiglia.
Bisogna riconoscere che il "pensiero di gruppo" è alla base di molti problemi insorti negli anni recenti, con la forward guidance che ha anticipato le mosse della banca centrale americana, favorendo l’assunzione di posizioni cospicue e a leva fra gli operatori, che hanno sempre potuto contare sulla benevola collaborazione dell’istituto di emissione. L’incertezza circa l’esito delle riunioni del FOMC è una caratteristica precipua del nuovo corso. Ieri Citadel addirittura ragionava fuori dagli schemi, anticipando un clamoroso rialzo dei tassi questa sera per rafforzare l’atteggiamento antinflazionistico promesso da Warsh.
Il mercato dimostra di non disprezzare, con lo S&P che si limita a muoversi lateralmente, ricongiungendosi con il percorso dettato dai nostro modelli previsionali, dopo gli eccessi raggiunti un mese fa. Questo è abbastanza fisiologico e accoglibile con favore.