Frustrazione fra gli investitori rimasti pietrificati da una evoluzione specularmente opposta rispetto alla narrazione dominante nei media finanziari e nelle chat dei social: «nuovo record delle scommesse ribassiste sulle azioni americane», titolava ieri Bloomberg.

I mercati azionari continuano la paziente opera di ordinato consolidamento, dopo tre mesi e mezzo di rialzo spettacolare. Gli analisti tecnici in simili circostanze rilevano che «si stanno scaricando gli oscillatori», con gli eccessi accumulati che lentamente si riassorbono, e con gli investitori che hanno in precedenza deprecato l’ascesa verticale, che possono finalmente disporre dell’opportunità di ingresso tanto invocata.

Ieri sera lo S&P500 si collocava ad un centinaio di punti dai massimi storici. Questo, nonostante un Brent risalito a 92 dollari per barile, un rendimento del T-Note decennale che flirta minacciosamente con la resistenza al 4.70%, e con il classico tormentone dell’estate: il temuto smantellamento del carry trade sullo yen, con l’Usd/Jpy salito a quota 163 ai massimi degli ultimi quarant’anni.

Ciò testimonia una notevole resilienza delle borse, che genera frustrazione in investitori rimasti pietrificati da una evoluzione specularmente opposta rispetto alla narrazione dominante nei media finanziari e nelle chat dei social: «nuovo record delle scommesse ribassiste sulle azioni americane», titolava ieri Bloomberg (https://tinyurl.com/AGEit329), con lo scoperto sulle azioni dello S&P500 salito ai massimi assoluti dal 2010.

Ancora una volta, necessita rilevare come il valore del mercato azionario sia la complessa interazione di due forze: gli utili generati dalle società quotate, ed il costo del denaro. Sul primo fronte la stagione delle trimestrali del Q2, che sta per entrare nel vivo, contempla EPS in espansione del 25.6% rispetto ad un anno fa: altro che recessione. Quanto ai tassi di interesse, prima del prossimo autunno non se ne parla. E comunque, la correlazione fra S&P500 e T-Note yield sta ritornando clamorosamente in territorio positivo.

Stasera la earnings season entrerà nel vivo, con i conti di Alphabet e Tesla. Domani toccherà a Intel, mentre Meta, Amazon, Apple e Microsoft riporteranno la prossima settimana.
Il modello stagionale quest’anno ha anticipato egregiamente l’andamento di Wall Street, come si può apprezzare dal Rapporto Giornaliero di oggi. Confermate le assunzioni circa l'andamento più probabile del mercato da qui alla fine dell'anno.