Qual è il rischio maggiore per gli investitori?

Guidati dal supremo principio di conservazione, gli investitori si sono lasciati andare al panico, con il recente consolidamento delle azioni del settore Tech americano che ha rinverdito di timori sempre presenti di bolla pronta a scoppiare.

Il comparto delle memory stock è stato all'epicentro dei realizzi, con una vistosa correzione del 33% dai massimi. Un sacrificio considerevole, che però andrebbe contestualizzato nell'ambito del boom dei mesi precedenti.

Il punto però è un altro: in questo stadio, aggiustamenti simili sono la norma per un'azione volatile e dalle potenzialità opportunità come "MU". Il suo alter ego storico, Cisco, nella seconda metà degli anni Novanta più volte cercò di disarcionare gli ultimi arrivati, prima di salire in orbita.

A marzo 1997 CSCO cedette il 38% in tre mesi, toccando poco dopo un minimo a 5 dollari. Ad ottobre 1998 cedette il 34% in tre mesi, toccando un minimo a 10 dollari prima di ripartire.

A marzo 2000 sarebbe arrivata a 80 dollari.

Micron crollerà un giorno come occorso a Cisco? chi lo sa, può darsi di sì; forse no.

Un ribasso del 34% è presagio di sventure? assolutamente no, fa parte di uno schema comportamentale ricorrente.

E se ci trovassimo nella condizioni della seconda metà degli anni Novanta, con azioni di questo genere destinate a moltiplicarsi di valore?

Time will tell...