L'errore di valutazione che molti investitori compiono.

Gli investitori - tanto istituzionali quanto retail - continuano a manifestare una consistente diffidenza nei confronti del bull market azionario, prossimo a festeggiare i quattro anni di anzianità. E non lo rivelano soltanto i sondaggi.

Il patrimonio netto gestito dai fondi comuni monetari (MMMF) americani, converge verso gli 8 trilioni di dollari. È una cifra impressionante, in crescita senza soluzione di continuità proprio dalla seconda metà del 2022: a settembre di quattro anni, per dire, gli AuM si attestavano a 4.57 trilioni.

Naturalmente questo dato va relativizzato. Al pari del Margin Debt, in termini assoluti dice ben poco. Meglio sarebbe compararlo a misure dimensionali del listino azionario di riferimento, come ad esempio la capitalizzazione di mercato.

In questi termini, la riserva di liquidità potenzialmente a disposizione, sfiora il 25% delle dimensioni del NYSE. È ovvio che si tratti di una misura approssimativa della potenza di fuoco teoricamente sprigionabile: nessuno è autorizzato a concludere che un pubblico conservativo possa rompere gli indugi a favore dell’assunzione spinta di rischio.

Tuttavia la proporzione risultò molto più depressa prima delle turbolenze del 2018, e più contenuta prima dell’ultimo formale bear market del 2022. Soltanto a marzo 2020, in pieno panico da lockdown, gli asset dei fondi monetari risultarono più consistenti in termini relativi: il bull market stava giusto per ripartire...